Nell’ambito delle attività culturali promosse dall’UNITRE di Canicattì, riprendono, lunedì 31 marzo e mercoledì 2 aprile, alle ore 17,00, gli incontri dedicati alla lettura ed al commento della “Divina Commedia” di Dante Alighieri.
La “Lectio Dantis”, curata dal Presidente dell’UNITRE, preside professor Gaetano Augello, si sofferma su uno dei canti più famosi dell’Inferno, il decimo, ove campeggia la statuaria figura di Farinata degli Uberti, capo dei Ghibellini di Firenze e quindi fiero avversario del partito dei Guelfi cui appartenne lo stesso Dante.
Dante, sempre accompagnato da Virgilio, ha raggiunto il sesto cerchio ove sono puniti, racchiusi in arche infuocate, gli eretici ed in particolare gli epicurei “che l’anima col corpo morta fanno”. Siamo già nella “Città di Dite”, la parte dell’Inferno ove sono puniti i peccati a giudizio di Dante più gravi: eresia (cerchio VI), violenza (cerchio VII), fraudolenza (cerchio VIII), tradimento (cerchio IX).
Farinata irrompe sulla scena in una maniera stilisticamente stupenda. Ammette le proprie colpe ma rivendica con orgoglio l’amore per la sua città: Firenze. Fa riferimento al futuro esilio di Dante determinando nel poeta angoscia e smarrimento.
Compare nel canto anche una figura meno possente ma di grande spessore umano: Cavalcante Cavalcante, padre del poeta Guido, il più grande amico di Dante. Nel canto, quindi, sullo scenario grandioso e violento del contrasto politico e dell’amor di patria si innesta il dramma dell’amore paterno. I grandi temi della politica e l’angoscia di un padre sono mirabilmente descritti dal sommo poeta in un alternarsi di di maestosa alterigia e delicata umanità.
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