maria cristina gruppo 2Anche il Convegno “Beata Maria Cristina di Savoia” di Ravanusa ha voluto onorare la Santa Reginella di Napoli, con una giornata ricca di momenti culturali, spirituali e di condivisione socio/associativa. Il il Convegno“Beata Maria Cristina di Savoia” – Ravanusa e la Guardia D’Onore delle Reali Tombe del Pantheon di Agrigento, con il patrocinio del Comune di Ravanusa, nella figura del Sindaco, Carmelo D’Angelo, ha ricordato e festeggiato la beatificazione di Maria Cristina di Savoia in un convegno dal titolo, già di per sé molto loquace, – BEATA MARIA CRISTINA di SAVOIA Unificatrice Di Due Casati -.

Oltre al Primo Cittadino di Ravanusa, Carmelo D’Angelo, che nel suo intervento ha messo in evidenza l’importanza che la memoria storica riveste in qualsiasi società e “il segno indelebile” lasciato, appunto, dalla Beata Maria Cristina di Savoia,


in ordine sono intervenuti:

• l’Arciprete Don Mario Polisano, Assistente spirituale del Convegno, che ha voluto mettere in risalto l’umiltà e la cristianità della Regina “ Maria Cristina non è beata perché regina, ma perché umile, donna di Fede,…”

• il Rag. Pino Iacona, Cav. Dell’Ordine Cavalleresco e Delegato Provinciale Guardia D’Onore delle Reali Tombe del Pantheon di Agrigento

• il Dr. Pino Vella Cannella, Senatore del Regno per la Guardia d’Onore delle Tombe Reali del Pantheon, che si sofferma sul periodo storico della Casa Savoia, dall’origine al suo tramonto.

• L’ospite, caratterizzante l’incontro, lo studioso e autore di diversi libri sulla Reginella di Napoli, Prof. Luciano Regolo, giornalista e conduttore televisivo, non potendo essere presente, per gravi problemi di lavoro, si è intrattenuto con il numeroso pubblico in videoconferenza con una brillante, puntuale e ricca presentazione di quella che è stata la vita della Reginella, l’attualità della Stessa, la sua spiritualità.

• Ha terminato il giro di interventi la dott. Eleonora Chiavetta Di Giovanni, Delegata Regionale e Presidente del Convegno “Beata Maria Cristina di Savoia” di Palermo

con una brillante e puntuale presentazione della Reginella, “donna di fede adamantina,

Faro che illumina il cammino di tutte le donne, modello di sposa che, ancora oggi, “ci

suggerisce” i valori del vangelo e della famiglia”.

Gli interventi si sono conclusi con la lettura, da parte della socia più giovane, Orlando Maria Luisa, dell’inno nazionale.

Fungeva da moderatore il dott. Vincenzo Ragalbuto, Delegato della Guardia d’Onore del Pantheon.

Al Convegno era presente anche una delegazione della Guardia d’Onore delle Tombe Reali del Pantheon di Caltanissetta.

Il rito di beatificazione, ricordiamo, è stato celebrato il 25 gennaio scorso, presso la Basilica di Santa Chiara dei Frati Minori, dove riposano le spoglie mortali della neo-Beata, a Napoli. Città che ha visto Maria Cristina giovinetta di soli 20 anni, sposa, regina e, solo per tre anni, mamma dell’erede Francesco II di Borbone, l’ultimo re delle Due Sicilie; donna umile e grande nello stesso tempo; grande nella Fede, grande, pur se regina, nell’attenzione per i diseredati, per le donne,… i bisognosi.

Sono stati i Convegni di Cultura a presentare, fin dal 2004, la petizione di “…iscrivere la regina del Regno delle Due Sicilie”, nel numero dei Beati.

Iscrizione concessa dal Rappresentante del Santo Padre, Sua Eminenza Reverendissima Cardinale Angelo Amato, che ha dato lettura della Lettera Apostolica, dove si leggeva che il Sommo Pontefice accoglieva la richiesta di beatificazione e decretava anche il giorno in cui celebrare la sua festa, secondo i luoghi e le regole stabilite dal diritto: il 31 gennaio, giorno della nascita in cielo della beata Maria Cristina.

La partecipazione al Convegno è stata numerosa. I festeggiamenti in onore della “Reginella Santa”(così viene affettuosamente definita dai napoletani), alle ore 19.30, si spostano alla Chiesa Madre per una solenne celebrazione eucaristica, officiata da Don Mario Polisano , armonizzata dal coro “San Giacomo” diretto, quest’ultimo, dal maestro Isa Paraninfo.

A tarda sera, le varie attività celebrative della giornata si sono concluse con un momento conviviale e di amicizia.

Giovanni Blanda