Nel corso di una recente riunione, tutti i componenti del gruppo
hanno aderito alla proposta di effettuare un sondaggio fra gli
abitanti delle due vallate, tema: Europa si, Europa nò, euro sì, euro
nò.
Nel corso della nostra ultima riunione, i risultati di tale
sondaggio sono stati resi noti, ebbene non sono mancate
inaspettate sorprese.
Andiamo con ordine: oltre mille le persone intervistate,
naturalmente vi sono alcuni “doppioni”.
Prima importante constatazione, la stragrande maggioranza degli
intervistati, trovandosi di fonte a questi “novelli sondaggisti”,
senza alcun timore reverenziale, hanno detto tutto quello che
pensavano, anzi sono stati ben felici di potersi finalmente
sfogarsi.
Vediamo, complessivamente, quale è stato il loro punto di vista al
riguardo dell’euro e dell’Europa: nella stragrande maggioranza
fortemente euroscettici.
Alla domanda di spiegare, questa loro determinata contrarietà, è
seguita una immediata risposta, che sintetizziamo: siamo diventati
una nazione a sovranità limitata, le regole che ci vengono imposte,
bloccano il nostro progresso, perciò, prima che sia troppo tardi,
tutti i rapporti e tutti gli impegni che abbiamo con l’unione
europea, devono essere rivisti. Qualcuno ha, con una domanda,
sollevato un particolare inatteso: a cosa sono servite le numerose
guerre di indipendenza, a suo tempo combattute dai nonni dei
loro nonni, se poi in casa nostra comandano gli altri?
Alla richiesta di specificare cosa si intende per “gli altri”. la
risposta, quasi alla unanimità, è stata: la Germania.
Occorre una necessaria precisazione. Nel corso della ultima
guerra, le nostre zone hanno subito ingenti danni provocati, in
particolare, dalle armate tedesche, perciò non deve sorprendere
se i rancori non sono ancora stati definitivamente assopiti.
A questi Germaniascettici, è stato fatto giustamente presente
che i tedeschi dell’epoca, sono ben diversi dai tedeschi di oggi,
ma questa indiscutibile constatazione non ha provocato gli effetti
sperati, anzi, uno di loro, nell’intendo di quantificare i danni che
ci vengono ancora arrecati , ha fatto circolare una frase
emblematica, che non condividendola, la riferisco con non poco
imbarazzo: quello che non fece Hitler lo sta facendo la Merckel.
Doverosamente esprimiamo al riguardo, il nostro parere ; pur
essendo vero che il governo tedesco è il regista delle scelte
europee, conseguentemente l’essere costretti ad accettare regole
asfissianti è anche colpa loro, è comunque anche vero che le
colpe maggiori devono essere attribuite ai nostri politici, in
quanto questi hanno passivamente accettato certe regole.
Incuriositi sulle loro intenzione di voto, abbiamo chiesto agli
intervistati a quale partito daranno il loro consenso. Moltissimi di
loro sono ancora indecisi, l’unica cosa certa e che non voteranno
per i partiti che hanno promesso di effettuare una piccola
revisione dei trattati europei, ma voteranno per quelli che
ritengono opportuno rivoltare come un “guanto” tali trattati.
Pur prendendo atto che il nostro mini sondaggio è privo di
qualsiasi scientificità, le domande sono state lasciate alla
discrezionalità degli intervistatori, riteniamo che sia ugualmente
servito a qualche cosa, per esempio, quello di averci dato la
possibilità di venire a conoscenza “dell’aria che tira”, cioè come
i cittadini giudicano i comportamenti dei partiti italiani. Si tratta di
giudizi che dovrebbero allarmare, la fiducia cieca non viene più
data a nessuno, ogni loro mossa viene controllata, i voti
conquistati con delle promesse, se non mantenute, saranno
considerati “reati” e relative conseguenze, non ci sono più voti
“sicuri”. Alla data delle elezioni manca ancora un mese, ebbene in
questo periodo di tempo, può accadere di tutto, perciò vi sono
buone ragioni per credere che i sondaggi, che adesso conosciamo,
saranno clamorosamente smentiti.
L’unica cosa sicura è che non si è più sicuri di niente.
Sgubbi Giuseppe Solarolo Ravenna
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