Avrebbero dimenticato una garza nell’addome dopo un intervento chirurgico. Si tratta di tre medici di una clinica palermitana e la stessa casa di cura, che sono stati condannati a risarcire una donna di Agrigento, costretta a un nuovo intervento per la rimozione della garza. La vicenda giudiziaria inizia nel 2004 quando la donna B.E., allora quarantenne si sottopose a un intervento chirurgico per l’asportazione di una cisti ovarica nella Casa di Cura Candela di Palermo. L’operazione doveva essere eseguita in laparoscopia, tecnica poca invasiva, ma fu necessario proseguirla con tecnica tradizionale per un improvviso sanguinamento che veniva tamponato con l’impiego di garze. In quel momento sarebbe stata dimenticata la garza. Una volta dimessa e tornata a casa nel tempo la donna cominciò ad accusare forti dolori. Tre anni più tardi nel 2007 dopo una caduta accidentale sottoposta ad una radiografia all’ospedale di Agrigento, i medici si accorsero della presenza del corpo estraneo. Per evitare la setticemia la donna su operò alla clinica Sant’Anna, ma allo stesso tempo si rivolse agli avvocati Angelo Farruggia e Annalisa Russello per promuovere l’azione del risarcimento del danno nei confronti dei tre medici.












