matteo-renzi-sara-presidente-del-consiglioCredo di non essere molto lontano dal vero quando son solito definire il popolo italiano “l’eterno scontento”considerato che, a mio giudizio,la nostra  gente il  più delle volte non solo non è  quasi mai contenta di quello che si fa o non si fa e, per giunta, se si fa, non si esime dall’ esprimere giudizi critici su quello  che è stato fatto, che magari  è sempre poco o che  doveva esser fatto molto più celermente ed in misura più consistente e più corposa etc…

Tale giudizio ben si adatta in questo particolare momento all’operato del Governo presieduto dall’ex sindaco di Firenze Renzi dal quale, mi sembra di capire, tutti  si aspettavano  che in un batter di ciglio ed adoperando la  proverbiale bacchetta magica venissero adottate misure capaci di riparare i danni provocati da una classe politica spendacciona, sprecona e per nulla lungimirante  la quale, anche a causa dell’attuale e lunga crisi economico-finanziaria che ha colpito sia L’Europa che  gli U.S.A, ha  determinato nel nostro Paese una  situazione economica cosi catastrofica e disastrosa dalla quale non è facile venirne fuori almeno attraverso l’uso di misure normali.


 Ciò posto,in presenza peraltro di una situazione così drammatica riconosciuta da tutte le forze politiche,economiche, sindacali e quant’altro, fa quanto meno rabbia assistere a certi comportamenti critici o dichiarazioni espresse da personaggi dell’attuale opposizione alla quale,quando erano al potere e ciò è avvenuto sino a qualche anno fa,non è stato sufficiente quasi un ventennio per fare quello che in brevissimo tempo si pretende da Renzi al quale,anziché di fornire la necessaria collaborazione nell’opera riformatrice avviata,si mette ad ogni piè sospinto il proverbiale bastone fra le ruote e/o gli si addebitano colpe circa l’attuale stato di cose che dallo stesso sono  state semplicemente ereditate.

Al contrario mi sembra ( e ciò al di là dell’appartenenza o meno al partito del Premier) che la rivoluzione programmata e via via,pur in presenza di grossi intoppi,realizzata dal Governo non sia facilmente digerita e digeribile da tutti coloro i quali,in virtù di tali riforme,sono finalmente chiamati a stringere la cinghia,a fare qualche sacrificio , sinora scaricato sulle spalle delle fasce sociali più deboli,al fine di tentare di uscire dall’attuale tunnel che vede l’Italia tra gli ultimi posti nelle classifiche europee.

Certamente il processo di riforma appena iniziato e per di più molto rapidamente,oltre a costituire uno schiaffo morale alla c.d. casta caratterizzata da una eccessiva immobilità protrattasi per anni, non può esser gradito a quanti verranno intaccati nei loro interessi” di bottega”.

Ci si vuol riferire in particolare agli attuali senatori che, al di là del problema circa la nuova eleggibilità se da parte degli elettori o meno,vedono ridotto in misura massiccia il loro numero in termini quantitativi ( dagli attuali 315 ad appena 143); ai managers  pubblici che dovranno accontentarsi di un tetto massimo di emolumenti quantificato in 240.000 euro annui che sono di gran lunga molto inferiori ai favolosi compensi goduti in passato a prescindere dal raggiungimento degli obiettivi assegnati ,alla drastica riduzione delle Prefetture, alla eliminazione degli Enti inutili,all’accorpamento di altri,alla riforma della P.A. e del lavoro  etc.

E in tale contesto ( ma forse certi comportamenti trovano spiegazione nella logica propagandistica ed elettorale già iniziata) stranizzano e di molto certi atteggiamenti di alcuni esponenti politici che,mentre prima dell’avvento di Renzi,volevano rottamare tutto,adesso,facendo un indecoroso dietro front, gli remano contro così come non si capisce la strategia di Berlusconi che, a fronte della clemente decisione di assegnarlo all’assistenza degli anziani a patto che non attaccasse ancor più la Magistratura,continua imperterrito a farlo forse  perché,in caso di revoca dell’indulgenza concessagli, possa atteggiarsi a vittima delle toghe rosse e guadagnare un bel po’ di suffragi elettorali alle ormai vicine competizioni europee.

Ma così vanno le cose nel nostro paese dove si vuol cambiare tutto affinchè  gattopardescamente tutto possa rimanere come prima tant’è che si arriva  anche a criticare la recente concessione in favore dei lavoratori dipendenti(circa 10 milioni)della somma di 80 euro che,anziché di definirla un’elemosina,son molto di più delle veramente misere 10.000 lire( corrispondenti agli attuali 5 euro) concesse tempo fa dall’allora presidente Prodi con il beneplacito dei sindacati e senza alcuna critica da parte di alcuno!

Certamente l’impegno dell’attuale Governo non si esaurisce con le misure su citate ma son convinto che dovrà proseguire specie nella direzione della riduzione del numero dei parlamentari della Camera e delle loro indennità,dell’abolizione dei privilegi ancora in godimento ,della eliminazione dei tanti sprechi talora non noti che in atto falcidiano le precarie risorse economiche del nostro paese.

E allora vien proprio da dire:ma lasciamoli lavorare! salvo poi a formulare fondate e costruttive  critiche su quanto realizzato perché solo cosi,abbandonando l’interesse particolare,si può sul serio veramente concretizzare il bene della collettività  e dell’intero sistema Paese.

 S.Curcio