img1024-700_dettaglio2_genny-a-carogna “Sono addolorato per la famiglia Raciti ma io sono innocente e voglio gridarlo a tutto il mondo”. Mancava solo il parere di Antonino Speziale, condannato per l’omicidio preterintenzionale dell’ispettore capo di polizia Filippo Raciti, nel gran putiferio sollevato dalla maglietta ‘Speziale libero’ indossata da un capo ultrà durante Fiorentina-Napoli di Coppa Italia.

La dichiarazione è stata raccolta attraverso il padre del detenuto, Roberto Speziale, che oggi è andato a trovare il figlio nel carcere di Agrigento. “Io continuo a dispiacermi per il dolore dei familiari dell’ispettore Raciti – ha detto Antonino al padre – ma sono innocente e spero che questa verità venga accertata. Chiederò tutela a miei legali, gli avvocati Giuseppe Lipera e Grazia Coco, perché non ho mai confessato un omicidio che non ho commesso”.


L’avvocato di Speziale, Giuseppe Lipera, insiste: “Il nostro assistito è innocente e come tale è da leggere la scritta ‘Speziale libero’ sulla maglietta dell’ultrà napoletano. Senza volere entrare minimamente nella polemica sorta per i fatti avvenuti all’Olimpico riteniamo non censurabile esternare il pensiero, che hanno milioni di italiani, che Speziale sia innocente e tale è da intendersi la scritta sulla maglietta che indossava il tifoso napoletano”.

Il capo ultrà Gennaro De Tommaso, “Genny ‘a carogna”, intanto ha rilasciato un’intervista a “Il Mattino”. “Era una richiesta di giustizia, non un’offesa contro una persona deceduta o contro i suoi familiari. La maglietta è in onore di una città dove abbiamo tanti amici e nei confronti di un ragazzo che sta chiedendo attraverso i suoi legali la revisione del processo”.