la_poverta_NE’ la Sicilia, con il 32,5% di famiglie indigenti contro una media nazionale del 26%, la regione più povera d’Italia. Quasi identica la percentuale della Calabria, dove l’indice di povertà relativa risulta pari al 32,4%.

E’ quanto emerge da un’indagine dell’Istat sulla povertà in Italia nel 2013. Secondo lo studio, il numero di persone indigenti nell’isola è cresciuto di 2,5 punti percentuali rispetto al 2012, passando dal 29,6 percento al 32,5. Al contrario i valori più bassi si registrano a Bolzano (5,4%), in Emilia Romagna (5,9%), in Toscana (7%) e a Trento (7,3%).


In totale sono 10 milioni e 48 mila i poveri relativi in Italia, pari al 16,6% della popolazione. Di questi, 6 milioni e 20 mila vivono in condizioni di povertà assoluta, cioè non riescono ad acquistare beni e servizi per assicurarsi una vita dignitosa. Se in un anno, dal 2012 al 2013, la povertà relativa è rimasta stabile, quella assoluta è invece aumentata, coinvolgendo un milione e 206 mila persone in più e raggiungendo il 9,9% (8% nel 2012) della popolazione, ovvero un residente su 10. Si tratta di un valore record dal 2005, cioè da quando sono cominciate le rilevazioni di questa stima.

Nel 2013 a spostare l’asticella della povertà assoluta verso l’alto è stato soprattutto il Sud, dove i più poveri sono passati da 2 milioni 347 mila a 3 milioni e 72 mila.