Rischia di diventare la storia dell’estate. Una situazione che è un misto tra indignazione e imbarazzo, tra bigottismo, “malacumpassa” e trasgressione dove alla fine trionfa “l’arcobaleno” in una Sicilia che pian piano si risveglia meno machista di quanto vuole la sua tradizione.
Tutto cominciò domenica scorsa al Lido Azzurro. Le protagoniste, loro malgrado, due ragazze che manifestavano in pubblico il loro amore gay. Ma due lesbiche nella “buttanissima” Sicilia di Buttafuoco hanno il sapore dell’onta al senso del pudore, della sconfitta del principio che “u masculo è u masculo” e “a fimmina a’ ffari a fimmina”.
LA TESTIMONIANZA. “Io e la mia ragazza eravamo andate tranquillamente al Lido Azzurro – racconta una delle due a Lgbt News Italia, chiedendo di non mettere il nome perchè ciò amplificherebbe i problemi coi genitori che non l’accettano – Non ci siamo mai sfiorate; solo un bacio a stampo quando eravamo distese, poi io mi sono messa accanto a lei a guardarla e scherzare”. Tutto normale, fino a quando “sentiamo una signora che di colpo dice: Ma che fanno, filmiamole così facciamo vedere il video”.
Imbarazzo? Forse. Indifferenza? La risposta migliore. “Non abbiamo risposto – continuano – Quindi mi sono messa accanto a lei, distesa, eravamo un po’ abbracciate, in modo normalissimo, come anche due amiche potrebbero fare. Due minuti dopo, vedo un signore della sicurezza avvicinarsi alle spalle della mia ragazza e fissarci per qualche minuto. Dopo di che, con voce molto alta, ci dice: Signorine comportiamoci bene!. Noi, sbalordite, abbiamo chiesto cosa stesse succedendo e lui ha ripetuto la stessa frase”.
Sembrava che fosse tutto finito li. Ma dopo poco lo stesso uomo si ripresenta, con una buona scusa: “Questa zona è riservata a chi ha la cabina, andate da un’altra parte per le vostre cose”. Le ragazze sono state costrette e prendere le proprie cose e a lasciare il lido: “Tutti ci guardavano malissimo, dai giovani agli adulti, soprattutto le signore del video. La mia ragazza era sbiancata, non ce la faceva più, voleva andare via, era molto triste. Non mi era mai capitato, mi sono sentita malissimo e il mio carattere non è così forte purtroppo…”.
LE POLEMICHE. La storia arriva il giorno dopo su Facebook, parte un tam tam immediato di solidarietà con l’hashtag #boicottiamolidoazzurro. Lo stabilimento replica imbarazzato: “Verificheremo le responsabilità. Siamo certi che il nostro personale è intervenuto, su segnalazione di altri clienti, per far rispettare esattamente gli stessi criteri di comportamento pubblico che pretendiamo da qualsiasi coppia eterosessuale. Chi ci accusa di omofobia strumentalizza. Da tre anni ospitiamo torneo di Volley sponsorizzato da Arcigay”.
Ma è la stessa comunità Lgbt che ospita il dibattito su Fb a replicare: “Risposta insufficiente – spiega Andrea Miluzzo, presidnete di Lgbt news Italia – Piuttosto che condannare il comportamento barbaro dell’addetto alla sicurezza e annunciare provvedimenti, viene giustificato; come se un bacio a stampo fra due persone dello stesso sesso andasse contro il senso del pudore. La cosa da fare sarebbe stata invitare la signora scandalizzata ad andare via, se le dava così fastidio vedere due ragazze innamorate. Decidere se perdere i soldi di chi odia, o perdere i soldi di chi ama; su questo si valuta il livello di omofobia di un’azienda pubblica”.
Alessandro Motta, presidente di Arcigay Catania, annuncia di voler incontrare le ragazze e tuona senza mezzi termini: “La squadra di volley non venga usata come scudo. Nel caso in cui tutto ciò avvenisse, siamo pronti a chiedere alla squadra di non partecipare al torneo e a ulteriori azioni di protesta. Il lido chieda scusa e prenda una posizione”.
LE SCUSE. Pacificazione a stretto giro di posta. Proprio stamattina una delegazione di Arcigay composta da Giovanni Callogero (direttivo nazionale), Alessandro Motta (presidente provinciale), Saverio Fichera e Marco Salanitro (consiglieri provinciali) ha incontrato il titolare del Lido Azzurro, Andrea Micci. “Il lido ci ha confermato di essere contro ogni forma di discriminazione e ciò non ci stupisce visto che da tre anni, con la nostra squadra dei Liotri, partecipiamo al torneo di volley organizzato proprio al Lido Azzurro – precisa la delegazione al termine dell’incontro – Dicono che l’equivoco sia stato generato, probabilmente, dalla poca esperienza di un bagnino aizzato dall’ignoranza di qualche cliente. La struttura, chiedendo ufficialmente scusa con un comunicato stampa che sarà diramato nelle prossime ore, ha manifestato l’intenzione di ospitare le due ragazze per un weekend, a parziale risarcimento del danno. Crediamo di poterci ritenere soddisfatti”.
IL DIBATTITO. Il caso rientra, ma si apre il dibattito. “Una vicenda simile a molte altre accadute in Italia – aggiunge Paolo Patané, avvocato catanese, ex presidente di Arcigay Italia e vice direttore del coordinamento dei comuni Unesco – Gravissimo mortificare due persone dello stesso sesso anche solo per un abbraccio. In ogni caso, a parte le responsabilità individuali o manageriali, un territorio così importante come Catania deve prevedere una formazione adeguata del proprio personale in tutti i settori della vita pubblica, dagli ospedali ai centri commerciali. La città ha fatto dei passi importanti di crescita con il registro unioni civili, c’è un pride e un associazionismo lgbt importante. Oggi bisognerebbe interrogarsi più in generale sull’efficacia delle politiche contro l’omofobia. Sarebbe più utile comprendere che il mondo è cambiato, in quanti se ne sono accorti? La reputazione di un luogo e di una città si costruisce in base a certi indicatori (prezzi, ospitalità e ambiente, rispetto per i diritti umani) fondamentali per attrarre idee, persone e risorse”.
Intanto sulla rete, tra centinaia di commenti, qualcuno ha preso a cuore l’imbarazzo delle due fidanzate. Il titolare di uno stabilimento balneare a Isola delle Femmine chiede di voler mettersi “in contatto con le ragazze per offrire loro una giornata al mare gratuitamente nel nostro lido”.
“Sembra davvero l’alba di un nuovo giorno – chiosa Lgbt news Italia – La dimostrazione che dopo la tempesta trionfa sempre l’arcobaleno. La conferma che la Sicilia è una regione controversa, ma dal cuore meraviglioso, perché per ognuno che cerca di strapparti un diritto, ce n’è almeno un altro che ti restituisce il cuore; per ognuno di cui vergognarci, c’è sempre qualcuno di cui andare orgogliosi”.
Twitter: @LucaCiliberti












