Il centrodestra siciliano riparte da #AmunìSicilia, Associazione moderati uniti, presieduta da Giusy Savarino, che a Villa Filippina ha organizzato una giornata di confronti e dibattiti. Un laboratorio politico che nel pomeriggio ha visto i capigruppo dell’Ars e i coordinatori regionali dei partiti di centrodestra discutere del futuro dei moderati isolani.

Il dibattito, coordinato dal giornalista Salvo Toscano, ha visto la partecipazione di Piero Alongi, deputato regionale Ncd, Giampiero Cannella, coordinatore regionale Fratelli d’Italia, Toto Cordaro, capogruppo Pid-Grande Sud, Enzo Gibiino, coordinatore regionale Forza Italia, Marco Falcone, capogruppo Forza Italia, Nello Musumeci, presidente commissione Antimafia, Rino Piscitello, coordinatore regionale Pds-Mpa, e Santi Formica, capogruppo Lista Musumeci.


nello_musumeci-2_original“Noi abbiamo più volte battuto all’Ars il governo Crocetta – ha detto Formica – quando una minoranza, che sa di essere minoranza, va al governo, è sempre pericoloso”. “Questo dibattito deve essere solo il primo di una lunga serie – ha detto Cordaro – se un deputato non ha radicamento territoriale, ha l’unico obiettivo di galleggiare in un’Assemblea che duri il più possibile, garantendo una maggioranza al presidente. Crocetta dovrebbe dimettersi e riportare la Sicilia al voto”.

“Parlare solo di Crocetta è un errore – ha detto Alongi – Crocetta non rappresenta la maggioranza dei siciliani, ecco perché il centrodestra deve battere un colpo in maniera seria. Se alle ultime Regionali non ci fossimo spaccati, Musumeci sarebbe oggi presidente della Regione”.

“Nello Musumeci – ha detto Gibiino – aveva fatto un lavoro straordinario alla Provincia di Catania. Ma nel 2012, anziché pensare al bene comune, qualcuno ha pensato che il proprio bene fosse superiore a quello comune. Abbiamo presentato il programma di Forza Italia la settimana scorsa, con l’appuntamento di oggi continuiamo su questa strada”.

“Dobbiamo rifare il centrodestra – ha detto Musumeci – segnando una discontinuità rispetto al passato. Dovevamo essere noi a fare la rivoluzione, senza lasciarla a un comunista di una doppiezza disarmante. La società civile e la classe politica hanno marciato insieme con un patto scellerato: la società civile stazionava nelle segreterie di parlamentari e assessori, negli uffici. Il centrodestra deve essere un progetto, una sintesi di idee e valori che non possono essere quelle della sinistra. Dobbiamo tornare nelle piazze, la Sicilia è di centrodestra”.