man-with-smartphoneQuante volte vi siete sentiti dire che il vostro cellulare può essere violato, che non bisogna fidarsi nemmeno quando è spento e che gli hacker, quando vogliono, arrivano a tutto? Tante volte, al punto che ci avete fatto l’abitudine, vi siete rassegnati al peggio e in mancanza di alternative, avete rimosso, come tutti, il problema.

Da qualche giorno, questa è la novità, autorevoli esperti americani hanno scoperto che non si tratta solo di sospetti non verificabili, ma della realtà. L’informatico Usa Jonathan Zdziarski ha riferito, durante la Hackers On Planet Earth Conference di New York, che penetrare in una Iphone è possibile, ci sono “buchi” nella sicurezza che permetterebbero a chi ci sa fare di leggere tutti i dati personali contenuti nel cellulare senza colpo ferire. Anzi, lo smartphone può diventare uno strumento in mano agli spioni, che agiscono servendosi di strumenti molto sofisticati e di sicuro affidamento, manovrabili peraltro a distanza. Le cattive notizie non si fermano qui. Le penetrazioni non sono frutto della volontà “individuali”, non vengono spiate solo alcuni soggetti mirati, ma si tratta di funzionalità inserite sul sistema operativo montato negli smartphone, cioè l’Ios. Il cavallo di troia sarebbe l’antivirus, l’aggiornamento del sistema, che regalerebbe agli spioni la strada di accesso ai nostri cellulari.


Il condizionale è d’obbligo. L’informatico americano che si è assunta la responsabilità della rivelazione deve fornire prove inconfutabili della sua scoperta. Pare che l’abbia fatto studiando meticolosamente i buchi del sistema operativo, e non resta che attendere la diffusione della sua analisi dell’hackeraggio strutturale.

Jonathan Zdziarski, è bene precisarlo, è considerato uno dei maggiori esperti globali di informatica forense. Un luminare nel suo settore. E questo dovrebbe bastare per farci preoccupare. Ma c’è dell’altro.

Giovanni Pau, un altro autorevole esperto, non ha preso affatto alla leggera le rivelazioni di Jonathan Zdziarski. Ha riferito al Corriere della Sera che “il meccanismo attivabile a distanza con il sistema operativo, trasforma l’Iphone in uno sniffer, il telefono potrebbe perciò catturare tutti i pacchetti di informazioni che riceve in Wi-Fi e salvarlo da qualche parte. Cinquecento milioni di iPhone potrebbero, opportunamente attivati, divenire delle spie del traffico sulla rete Wi-Fi”.

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