Riscossione-Sicilia L’estate per i dipendenti di Riscossione Sicilia, la società partecipata della Regione siciliana è stata infuocata più che mai. Il casus belli a tenere banco da qualche settimana c’è tutto: gli uffici decentrati costano troppo e quindi bisogna valutare se chiuderli o meno.

In realtà l’Ars ha deciso, optando di salvare gli uffici decentrati. Quindi restano aperti? No, perché Riscossione Sicilia ha deciso diversamente, ovvero di chiuderli.
Un altro dei paradossi che vedono protagonista la Regione e alcune delle sue realtà satelliti.
La Cna di Vittoria, la Confederazione degli Artigiani, non ci sta.


“La legge di assestamento di bilancio, approvata dall’ Ars, pare che abbia stabilito che le sedi periferiche di Riscossione Sicilia non debbano chiudere – dichiarano Giuseppe Santocono e Giorgio Stracquadanio, rispettivamente presidente e responsabile organizzativo della locale Cna -. Quindi, anche la sede di Vittoria dovrebbe essere salva. Dovrebbe, infatti, il condizionale è d’ obbligo. La società di riscossione di proprietà della Regione per il 99% – affermano i vertici della Cna – ha deciso comunque di sbaraccare alcuni sportelli decentrati. L’ azienda, infatti, ha appena determinato la soppressione di 9 agenzie, la sciando attivi solo i punti nei capoluoghi di provincia”.

Oltre a quella di Vittoria dovrebbero quindi chiudere le sedi di Marsala, Milazzo, Taormina, Sciacca, Modica, Termini Imerese, Acireale e Paternò. “Per il presidente Crocetta – fanno ancora sapere dalla Cna di Vittoria – non è un problema, per lui questo tipo di razionalizzazione va bene, anche perché lo sportello di Gela (la sua città) è stato salvato.
Vorremmo capire quale metodo è stato utilizzato per esercitare questa revisione della spesa. A noi risulta – aggiungono ancora Santocono e Stracquadanio – che lo sportello di Vittoria, che ha solo 3 dipendenti, gestisca più di dieci contribuenti al giorno e incassi oltre 3,5 milioni di euro l’ anno, quindi la sua chiusura ci sembra economicamente e funzionalmente immotivata”.

Per la Cna di Vittoria la chiusura della sede locale di Riscossione Sicilia non è giustificabile.
Il lancio di strali è inevitabile: “Ma quale dignità – concludono Santocono e Stracquadanio – hanno il parlamento regionale e i suoi deputati (compresi i nostri cinque, Assenza, Digiacomo, Dipasquale, Ferreri e Ragusa) che approvano una legge per poi vedere che una società controllata dalla Regione non la prende nemmeno in minima considerazione? “.

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