farmacie“Nel Gennaio del 2010 – scrive nella sua lettera al Prefetto di Agrigento, la dottoressa Assunta D’Anna, legale rappresentante della farmacia “San Caloiru Picciulu” – acquistavo dalla dott.ssa ARCURI Filippa la Farmacia  all’insegna “Centrale” sita in Favara (Ag) in pieno centro storico.
Purtroppo, dopo aver effettuato l’acquisto,  venivo a conoscenza che vi era in atto una procedura di sfratto  esecutivo dei locali  della Farmacia, promossa dal proprietario”.
A fronte dello sfratto la protagonista della nostra storia va alla ricerca di “nuovi locali idonei nella zona di pertinenza della sede farmaceutica e nel  rispetto della normativa vigente tenendo conto sia della pianta organica e sia del rispetto della distanza minima di 200 metri dalle altre Farmacie.
Purtroppo non sono riuscita a trovare alcun immobile idoneo, sebbene diverse agenzie immobiliari l’avessero ricercato lungamente. Per converso, le agenzie mi hanno proposto degli immobili perfettamente idonei ovvero con il rispetto di tutti i requisiti di legge nella “Zona Sud Ovest – Aldo Moro.”
Pertanto, con l’aiuto di un legale esperto in servizi sanitari e farmaceutici, l’Avv. Quintino LOMBARDO, mi sono adoperata a cercare una soluzione efficace al problema al fine anche di non subire il rilevante  danno economico a seguito della richiesta di risarcimento avanzata dal proprietario innanzi al Tribunale di Agrigento per illegittima occupazione.
Quindi, in data 18 novembre 2011, inoltrai  al Sindaco di Favara un’istanza di decentramento ex art.5 co.2 L. nr.362/1991, chiedendogli di poter spostare la Farmacia in una zona diversa da quella attuale (cioè dalla via Vittorio Emanuele n. 29 alla zona Aldo Moro). E ciò anche in considerazione  del fatto che non solo nel tempo la consistenza demografica del Comune era notevolmente cambiata ma anche che la revisione della pianta organica, da farsi ogni due anni, risultava (ad oggi risulta ancora) non essere aggiornata da più di quindici anni.
Aggiungo che il decentramento richiesto è perfettamente conforme a quanto prescritto dalla normativa vigente e, nel merito, va a ricadere in una zona di insediamento abitativo  della città che risulta priva di Farmacia, venendo così ad assicurare un importante servizio pubblico in un quartiere o zona che ne è priva.
Questa mia richiesta però non è stata mai presa nella dovuta considerazione dagli organi competenti ed in particolar modo dal Sig. Sindaco di Favara, il quale si è mostrato completamente indifferente e silente rispetto alle numerose sollecitazioni scritte  effettuate dalla sottoscritta e non solo.
A tal proposito anche diversi consiglieri comunali, che hanno ravvisato nella mia istanza  un beneficio per la collettività, interessavano il Sindaco con delle interrogazioni, senza ricevere risposta alcuna, così come anche non ricevevano risposta i servizi giornalistici dei media locali che evidenziavano la mancanza di servizio farmaceutico in quella zona.
Come se ciò non bastasse, la mia richiesta di decentramento farmaceutico, con insufficiente istruttoria, in violazione dell’art. 5, comma 2, della l. n.362/1991 è stata poi formalmente rigettata con carente  motivazione il 30/04/2013”.
A questo punto si inizia il fiume di carte bollate, legali e Tribunali.
“Sono stata costretta – continua la dottoressa D’Anna – a rivolgermi al giudice amministrativo (il TAR Sicilia) e nonostante anche il TAR Sicilia mi abbia dato ragione (prima in data 06/09/2013 con un’ordinanza che sospendeva il provvedimento di diniego del Comune di Favara e poi in data 19/03/2014 con la sentenza definitiva che accoglie la fondatezza del mio ricorso, il Sig. Sindaco Manganella continua a non eseguire quanto ordinato e disposto dall’autorità giudiziaria.  Anche l’ordine dei farmacisti della Provincia di Agrigento evita di intraprendere alcuna iniziativa utile alla risoluzione del caso scaricando l’esclusiva competenza agli uffici e organi del Comune di Favara.
Nemmeno la nota prot. n. 28802 del 27/06/2014 a firma del  Segretario Generale del comune di Favara, con cui si sollecitava l’annullamento in autotutela del diniego all’istanza di decentramento ed il conseguente rilascio dell’autorizzazione al trasferimento richiesto, ad oggi, non ha avuto alcun esito”.
Tutto rimbalza sul muro di gomma del “potere” locale, comprese le sentenze del Tar e la nota del segretario generale dello stesso Comune.
E così, non resta che il Prefetto, il rappresentante del Governo di Roma, quello di Matteo Renzi che punta all’esemplificazione, alle risposte certe e immediate da parte della burocrazia.
“Non essendo ancora a distanza di tempo – conclude la dottoressa D’Anna –  riuscita ad ottenere l’ottemperanza della sentenza TAR Palermo,  mi rivolgo a Sua Eccellenza, nella qualità di Istituzione che rappresenta lo Stato nel territorio della provincia di Agrigento  al fine di  ottenere ed avere giustizia ovvero il riconoscimento e la tutela di un diritto e interesse mio e di tutta la mia famiglia.
Fiduciosa in un Suo tempestivo e autorevole intervento  porgo deferenti ossequi”.