L’ormai famosa classe di 42 alunni del liceo delle Scienze Umane “Manzoni-Juvara” di Caltanissetta, che tanto ha fatto discutere in questi giorni e che ha, seppur in parte, riacceso il dibattito sulla questione dell’edilizia scolastica italiana, sarà divisa in due. Tra i 42 alunni erano compresi anche quattro studenti disabili. Una grande attenzione mediatica ha fatto da scenario a una vera e propria ondata di sostegni alla preside dell’istituto, che con rabbia e stupore denunciava il vergognoso episodio a giornali e stampa.
“Seppur il finale smembramento della classe in questione segna sicuramente un fatto positivo e ci regala ottime speranze per il futuro”, dichiara Andrea Manerchia, coordinatore regionale della Rete degli Studenti Medi Sicilia, ” l’episodio non è che una goccia d’acqua in un mare d’ingiustizie e soprusi quotidiani, a cui gli studenti siciliani,sembrano quasi rassegnarsi. Ricordiamo difatti che, anche se la classe del “Manzoni-Juvara” è stata smembrata, sempre a Caltanissetta, al Liceo Scientifico, c’è una classe da 40 Alunni; al Mottura, analogamente ne esiste una da 41. A Palermo ci sono classi da 35, 36, 39 alunni, che per condurre la lezione sono spesso costretti a soluzioni di fortuna, come quella di trasferirsi temporaneamente in capannoni, garage o stabili trascurati e lontani dalla sede centrale, situazioni tipiche delle province più disagiate. La Rete degli Studenti Caltanissetta è intervenuta immediatamente, preoccupandosi sia di contattare gli organi di stampa, sia di rintracciare istituzioni ed organi competenti.”












