Il Centro per i diritti del cittadino Codici “sta depositando due esposti alla procura di Caltanissetta e Reggio Emilia dove si sono registrati gli ultimi due casi sospetti di mucca pazza”. Lo annuncia la stessa associazione in una nota.
“Solo ad agosto – spiega Cidici – ci sono stati due casi di sospetta mucca pazza. Uno a Gela, dove una donna è morta nell’ospedale in cui altri tre pazienti, negli ultimi cinque anni, erano deceduti per la stessa causa presunta. L’altro a Reggio Emilia, dove si attende ancora il risultato dell’autopsia di un’altra donna. Negli ultimi sei mesi, sono stati in totale otto i casi sospetti di mucca pazza, registrati sul territorio nazionale”.
Sulla vicenda, dichiara il Segretario nazionale di Codici, Ivano Giacomelli, “la nostra Associazione dei consumatori non ha mai allentato la guardia. Abbiamo avuto accesso agli atti del Ministero della Salute che alla nostra richiesta di quanti casi risultassero nel registro, ha risposto che ne erano classificati sei come morbo di Creutzefeldt-Jakob (MCJ) sporadico, ossia nessuna mucca pazza”.
La questione però, rileva, “è data dal metodo di accuratezza diagnostica con cui vengono individuati i casi. Nel registro nazionale della malattia di Creutzefeldt-Jakob (riconosciuta come sporadica, genetica, iatrogena e variante) vengono inscritti i soli episodi con accuratezza superiore al 95%, omettendo di classificare ulteriori casi presunti che hanno un’accuratezza diagnostica al di sotto della soglia stabilita, dove eventualmente possono individuarsi sospetti casi di nuova variante di MCJ”.
“Non c’è al momento alcun caso sospetto segnalato di variante umana di malattia di Creutzefeldt-Jakob (MCJ)”, precisa Maurizio Pocchiari, responsabile del Registro della malattia di Creutzefeldt-Jakob presso l’Istituto superiore di sanità (Iss).
“Non c’è al momento alcun caso sospetto segnalato all’Iss”, sottolinea Pocchiari, ricordando che l’Istituto detiene un Registro sui casi di malattia di Creutzefeldt-Jakob dal 1993, effettuando la sorveglianza sul territorio. La variante umana di Creutzefeldt-Jakob è appunto dovuta al consumo di carne infetta da bovini colpiti da Bse (encefalopatia spongiforme bovina), più nota come ‘morbo della mucca pazza’.












