studenti_superiori.1255965776Scontri tra un gruppo di ragazzi del coordinamento Studenti Medi di Palermo e le forze dell’ordine in tenuta antisommossa a Palermo davanti il liceo Regina Margherita dove era attesa il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. Un giovane è stato fermato.

Il cancello della scuola è stato chiuso per sicurezza. I contestatori erano stati bloccati in una via adiacente, dove urlavano “Vergogna”. Poi la tensione è salita sino agli scontri e alle manganellate.


Arrivata al liceo, la Giannini è stata informata. “Passerelle ne facciamo veramente poche, io nessuna – ha detto -. Stiamo facendo una consultazione molto seria e rigorosa in tutta Italia con tutte le associazioni e abbiamo avuto un confronto molto serio sul metodo. Vedremo cosa avranno da dire i ragazzi”.

Il ministro Giannini ha aggiunto: “Questo governo ha scelto di mettere la scuola al centro dell’agenda politica e ha scelto di farlo con un metodo diverso e innovativo dando risposte concrete che sono numeri, soldi e certezze che vengono dalla legge di stabilità approvata dal Consiglio dei ministri”.

“Considero quella di Palermo una tappa necessaria in questo viaggio dove ho trovato molto di nuovo, ma anche molto di vecchio – ha proseguito – come la protesta autunnale degli studenti e francamente a mia memoria non ricordo una stagione autunnale in cui non ci sia stata una protesta degli studenti”.

Sulle contestazioni: “È fisiologico e normale – ha osservato il ministro – è il momento in cui si torna a parlare di istruzione. Ma quello che deve cambiare, a mio parere, approfittare di uscire dal cliché del politico che dice cosa deve cambiare e degli studenti che fanno slogan, magari sganciati dal momento contingente. Confrontiamoci sui temi e sul merito delle questioni, mi è stato consegnato un documento che è sintesi delle varie posizioni”.
in occasione della visita del Ministro Giannini a Palermo, si è tenuto presso l’Istituto Regina Margherita un incontro sui temi di Scuola e Istruzione, a cui hanno preso parte associazioni, sindacati e soggetti politici.
La Rete degli Studenti Medi Sicilia, rappresentata dal Coordinatore Provinciale di Palermo Riccardo Giuliano, è intervenuta nel dibattito, sottolineando l’importanza di rilanciare la Scuola Pubblica declinandola attraverso i temi chiave di Welfare Studentesco, diritto allo studio,  gratuità ed inclusività. Giuliano ha espresso il suo giudizio negativo nei confronti di quanto proposto fino ad oggi dal Ministro e dal Governo mediante “La Buona Scuola” e il Jobs Act, misure che disincentiverebbero la libera partecipazione degli studenti ad un sistema d’istruzione ancora accessibile a poche fasce di reddito, incapace di erogare servizi e di arginare lo spaventoso mostro della dispersione scolastica, che in Sicilia raggiunge cifre agghiaccianti (sopra il 25%). Stando alle nuove misure dell’Esecutivo, sono messe a rischio più di 50.000 Borse di studio ed un capitolo specifico della Legge di Stabilità inserirebbe un ulteriore taglio di un miliardo su Scuola, Università e Ricerca.
Mentre dentro i cancelli della scuola Riccardo Giuliano interveniva di fronte al ministro, mettendo in luce quanto la visione ottusa e iniqua del Governo rispetto alle tematiche e proponendo un modello di scuola diverso, accessibile, migliore, fuori dalle porte il Coordinamento Studenti Medi intratteneva uno scontro fisico con le forze dell’ordine, in occasione del quale alcuni studenti hanno subito pesanti violenze fisiche.
“Vogliamo prendere le distanze con chi usa le mani e grida dietro un megafono” Dichiara Riccardo Giuliano, Coordinatore Provinciale della Rete degli Studenti Palermo; “Il Sindacato Studentesco più importante di tutta l’Isola, lo stesso soggetto che la settimana scorsa ha portato più di 5000 studenti in piazza a Palermo, oggi ha provato a scendere nel merito della questione e discutere con il ministro dei contenuti e delle proposte. Ciononostante, ci dichiariamo solidali agli studenti che, seppur a primo acchito abbiano sbagliato a provocare, hanno ricevuto manganellate e subito la violenza delle forze dell’ordine. Non possiamo tollerare che, ancora oggi, si verifichino episodi del genere e ragazzi della nostra età siano trattati con la logica <Occhio per occhio, dente per dente>.”
“Detto questo, vogliamo dimostrare alla Sicilia e al Nostro paese che esiste tutt’un’altra faccia di quella che è la collettività studentesca” Continua Giuliano “Esiste un soggetto studentesco ancora in grado di coordinare gli studenti e contrattare con le istituzioni, sempre nel merito dei contenuti, forti di idee, proposte e voglia di costruire.”

Gli studenti, però, si lamentano: “E’ gravissimo – dice Maria Occhione, portavoce del collettivo del liceo – che all’interno della nostra scuola non ci sia permesso di entrare e partecipare all’incontro. Infatti solo a una ristretta delegazione, munita di pass, di studenti e professori selezionati dalla preside sarà consentito partecipare. Questo per evitare l’imbarazzo del ministro rispetto a eventuali contestazioni degli studenti”.

“E’ inaccettabile – continua la ragazza – che nella nostra città le scuole cadono a pezzi. E’ solo di ieri l’episodio che ha coinvolto l’istituto Danilo Dolci dove sono state ritrovate polveri azzurre tossiche nelle pareti che hanno provocato danni agli studenti finiti all’ospedale. In questi giorni la nostra scuola è stata un cantiere con decine di operai al lavoro, con pulizie straordinarie e muri imbiancati, solo per rifare l’immagine della scuola davanti agli occhi della ministra”.

“In realtà – prosegue – l’istituto si trova in condizioni fatiscenti, ci sono classi in cui si trovano oltre 30 studenti, e siamo costretti a studiare in 5 plessi diversi. Quello che è accaduto questa mattina è la riconferma che il governo Renzi è interessato solo a tutelare la propria immagine, rilanciando proclami, ma continuando a portare avanti le solite politiche di tagli e aziendalizzazione ai danni dell’istruzione pubblica già vessata da anni presunte riforme”