L’amministrazione guidata da Carmelo D’Angelo approva lo schema di Bilancio 2014 e lo invia al Consiglio per la definitiva approvazione.
Un bilancio caratterizzato da tagli sia nelle entrate che nella spesa, impegnato gran parte per pagare debiti e per mantenere servizi essenziali e su cui pende la spada di Damocle della Tari sulla quale si attende una risoluzione definitiva dal governo nazionale.
Ma passiamo ai dettagli. Sulle entrate lo Stato ha ridotto i trasferimenti sul Fondo di Solidarietà Nazionale di 216.000 euro, mentre 305.000 euro in meno arriveranno dall’addizionale erariale sulla tassa di smaltimento rifiuti e dall’accise sull’Energia elettrica mentre la Regione Siciliana ha tagliato fondi per ulteriori 150mila euro. L’amministrazione quest’anno non ha fatto ricorso all’innalzamento del prelievo fiscale e quindi le minori entrate saranno coperte da un taglio alla spesa corrente delle spese cosiddette non obbligatorie e da entrate derivanti da vendita di loculi cimiteriali dove l’amministrazione prevede di incassare circa centomila euro.
Mentre quest’anno saranno annullati gli investimenti per pagare debiti accumulati negli anni passati per espropri e passività pregresse. «In un momento così difficile – ha affermato il sindaco Carmelo D’Angelo – siamo soddisfatti di avere chiuso il bilancio in pareggio e di avere garantito i servizi ai cittadini e lo stipendi ai lavoratori. Il grido di allarme dell’Anci all’Assemblea Nazionale della scorsa settimana, dovrà essere recepito dal governo nazionale e regionale per evitare il collasso dei comuni italiani e consentire loro una programmazione di crescita e sviluppo.
Nonostante non sia possibile utilizzare risorse comunali per gli investimenti. Nei prossimi mesi riusciremo ad aprire cantieri di lavoro con fondi recuperati fuori dal bilancio».
Ravanusa dunque come altri comuni italiani, siciliani e agrigentini cerca di andare avanti nonostante le ristrettezze, derivanti non solo dalla crisi generale.
Carmelo Sciangula


















