medici-ospedalieriNon c’è pace per i manager della Sanità siciliani. Da un lato la commissione affari istituzionali dell’Ars ha rispedito al governo regionale le ultime cinque nomine, chiedendo un ulteriore approfondimento dei requisiti dei cinque nominativi presenti nell’elenco. Parallelamente corre la vicenda dei manager rimossi, Paolo Cantaro e Angelo Pellicanò, già nominati al policlinico universitario di Catania e all’ospedale Cannizzaro del capoluogo etneo.

Nei giorni scorsi sarebbe stato emesso dalla Funzione pubblica un parere sulla vicenda di Cantaro e Pellicanò. Se, nel frattempo, l’atteso pronunciamento del Tar dovesse dare torto al governo Crocetta, si dovrebbe procedere paradossalmente alla revoca della revoca, che causerebbe un caos istituzionale nel settore.


“Non riteniamo del tutto archiviata la vicenda delle nomine dei manager dell’Ospedale Cannizzaro e del Policlinico Vittorio Emanuele – spiega il deputato Gino Ioppolo della Lista Musumeci – tenuto conto che un recente parere dal dipartimento della Funzione Pubblica sconfessa l’operato della giunta Crocetta, mentre permane senza il suo vertice ordinario l’Asp 3 di Catania, nella quale non si è ancora insediata la direttrice generale già nominata. Un fatto inspiegabile”.

C’è poi il blocco delle 5 nomine più recenti, avvenute con il provvedimento dello scorso 7 ottobre.”Dopo i numerosi strafalcioni del passato – dice Vincenzo Figuccia, vicepresidente della I commissione dell’Ars – chiediamo all’esecutivo la massima serietà operando più attente verifiche”.

Le nomine bloccate sono quelle dei manager scelti con il provvedimento della precedente giunta regionale, varato il 7 ottobre, e sono Ida Grossi alla guida dell’Asp di Catania, Giampiero Bonaccorsi al Policlinico universitario di Catania, Francesco Garufi all’ospedale Cannizzaro di Catania, Giovanna Fidelio all’Asp di Enna e Carmelo Iacono all’Asp di Caltanissetta.

“In data 31 ottobre, la commissione aveva inviato la richiesta di parere sulle nomine per evitare, come è già successo in passato, che l’accertamento dei requisiti avvenisse di riscontri concreti e non su base dell’autocertificazione – spiega Figuccia – E’ già successo, un caso emblematico a Enna, che giudizi espressi frettolosamente sulla base di autocertificazioni hanno consentito a un noto medico, di ricoprire una posizione illegittima”.

E’ inevitabile che il ritardo delle verifiche si ripercuote pesantemente sulla gestione amministrativa delle aziende sanitarie, soprattutto su quelle catanesi, che allungano pesantemente il periodo di vuoto dirigenziale, tenuto conto anche delle vicende Cantaro e Pellicanò.

“Non capiamo perché la segreteria tecnica dell’assessore Borsellino non si procede con ulteriori verifiche – conclude Figuccia – Abbiamo chiesto più volte riscontri, ma fino ad oggi non ha dato risposta. Non vorremo che dietro questi ritardi si nascondessero dei fatti poco chiari”.

LucaCiliberti