Fumogeni, lancio di uova contro una banca, maschere di “Anonymous”, spiegamento di forze dell’ordine. Protesta molto movimentata a Palermo in occasione dello sciopero generale nazionale indetto dai sindacati di base, Cobas, Cub, Usi e Adl Cobas. Gli studenti sono scesi in piazza anche a Catania. Nel capoluogo concentramento di circa duemila tra ragazzi e Cobas al Politeama e corteo fino a palazzo d’Orleans, sede del governo regionale; nella città etnea si sono mossi da viale Regina Margherita almeno 500 giovani (una cinquantina di aderenti al sindacato hanno manifestato con un presidio davanti alla prefettura).
Gli studenti protestano contro “l’impoverimento e la precarizzazione della società” e si oppongono “alla riforma scolastica espressa nella Buona Scuola di Renzi. Oggi invaderemo le strade e paralizzeremo la città per dimostrare che non ci facciamo ingannare così facilmente dai giochi della casta politica. Ciò che il governo definisce ‘avviamento al lavoro’, un apprendistato obbligatorio, altro non è per noi che sfruttamento gratuito. Non parliamo poi dell’annunciata cancellazione degli organi collegiali delle scuole che non avranno più nessun peso decisionale lasciando che indirizzi, obiettivi e valutazioni vengano posti nelle mani di dirigenti e privati il cui unico interesse sarà conseguire profitto economico. La Buona Scuola targata Renzi-Giannini, non è di certo buona per noi”.
“Il dibattito politico nazionale degli ultimi giorni – spiegano ancora – è monopolizzato dalla nuova legge di stabilità. Se il premier annuncia che non ci saranno nuove tasse e definisce la riduzione attuale ‘la più grande mai fatta da un governo in un anno’, le categorie sociali da sempre più svantaggiate lamentano la negazione di diritti, la privatizzazione dei servizi, il taglio della spesa sociale; e dunque alcun sostanziale cambiamento di rotta rispetto ai precedenti governi”.

















