Si era presentato venerdì scorso al pronto soccorso dell’ospedale Barone Lombardo, perché accusava dei fortissimi dolori allo stomaco.
Appena i medici, però, gli hanno detto che doveva essere sottoposto ad un immediato intervento chirurgico perché rischiava di morire si è nettamente rifiutato dicendo che voleva tornare a casa poiché sarebbe guarito da solo.
Intuita la gravità di quello che stava accadendo a questo punto i medici della struttura sanitaria che ha sede in contrada Giarre, hanno deciso di farsi autorizzare dal magistrato anche perché vi era il rischio concreto che il paziente poteva rimetterci la vita.
Protagonista di questa vicenda accaduta venerdì sera all’ospedale di Canicattì, un uomo di nazionalità Somala, 44 anni, da tempo residente nella vicina Racalmuto. Il medico in quel momento in servizio, considerate le resistenze del paziente ha deciso di avvertire la polizia.
Sul posto è giunta una volante del locale commissariato con i poliziotti che alla fine si sono messi in contatto con il Sostituto di turno in Procura, Carlo Cinque, il quale ha firmato l’autorizzazione richiesta dal personale medico permettendo così all’extracomunitario di essere sottoposto all’operazione. Al quarantaquattrenne, infatti, era stata diagnosticata dopo una serie di esami e di accertamenti una ulcera gastrica perforata sanguinante.
Occorreva, intervenire immediatamente, altrimenti il paziente ci avrebbe rimesso la vita. Dopo l’autorizzazione della Procura, il somalo è stato trasferito in sala operatoria. Qui l’equipe medica guidata dal chirurgo e vice primario Mauro Zanchi, ha effettuato l’intervento che è perfettamente riuscito. Adesso il quarantaquattrenne si trova ricoverato nel reparto di chirurgia della struttura sanitaria cittadina e le sue condizioni di salute sono in netta ripresa.
Al momento non sono ancora chiari i motivi che hanno spinto l’extracomunitario a volere rinunciare all’intervento chirurgico nonostante i medici gli avessero prospettato la difficoltà del caso e che l’uomo rischiasse la vita. Persone che hanno assistito alla scena all’interno dell’ospedale hanno raccontato che l’immigrato più volte avrebbe ripetuto ai medici di non volere essere sottoposto all’intervento chirurgico perché convinto che quei dolori lancinanti all’addome non erano nulla di grave. Sofferenze fisiche dalle quali sarebbe guarito da solo. Alla fine, però soltanto la caparbietà dei medici che hanno deciso di fare intervenire la polizia prima e la magistratura successivamente gli hanno salvato la vita. Infatti, l’ulcera poteva trasformarsi in peritonite con complicanze letali.












