“In circa dieci anni la nostra società ha contribuito alla creazione di 80 mila posti di lavoro, oltre allo nascita e allo sviluppo di 18 mila piccole e medie imprese ed aziende in Sicilia”.
Lo rivendicano i 76 dipendenti di Sviluppo Italia Sicilia che oggi hanno incontrato la stampa per mostrare i dati della loro attività. una serie di dettagliate schede nelle quali si fanno i conti in tasca di quanto la società è costata alla collettività e degli enormi benefici che, invece, ne ha avuto in cambio lo sviluppo dell’isola.
“L’assessore regionale al Bilancio – dice Piero Cucuzza della Fiba Cisl Palermo-Trapani – ha parlato di liquidazione sommaria delle partecipate, ci sono società gestite malissimo. Va fatta una selezione per mantenere realtà come questa che funziona”.
Con la chiusura di Sviluppo Italia Sicilia chiederebbero anche gli incubatori d’impresa di Catania e di Messina e dunque molte attività resterebbero senza supporto così’ come verrebbero meno le provvidenze come il prestito d’onore, solo per fare un esempio.
Gianluca Mazzarese della Rsa Fisac Cgil aggiunge: “chiediamo che di questa azienda si occupi qualcuno proponendo un serio piano industriale; un’agenzia specializzata nella creazione di impresa in Sicilia serve e va mantenuta”.
“Se chiudiamo Sviluppo Italia Sicilia cosa lasciamo aperto? – si chiede Fabrizio Garufi, uno degli imprenditori la cui azienda è nata grazie a sviluppo Italia nell’incubatore di Catania -. Grazie a Medspin abbiamo avviato un’azienda e come me tante altre persone”.
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