Il 2015 si apre, in Sicilia, con l’ennesima emergenza sociale. Nonostante sia noto il problema abitativo, con circa 20 mila abusi di necessità, vengono meno anche le norme minime esistenti fino allo scorso anno. Si tratta della mancata proroga del blocco degli sfratti e della mancata ripartizione dei fondi pubblici affidati ai Comuni per aiutare i così detti ‘morosi incolpevoli’ ovvero chi non ha più potuta pagare l’affitto per aver perso il lavoro o eventi simili.
A scendere in campo, adesso, sono proprio i Comuni, che temono l’assalto degli sfrattati oltre quello dei senza casa. “La mancata proroga del blocco degli sfratti, in aggiunta alla mancata ripartizione del fondo per le morosità incolpevoli, rischia di determinare in Sicilia, soprattutto nelle grandi aree urbane, un’emergenza sociale di proporzioni gravissime – dice il Presidente dell’Anci Sicilia Leoluca Orlando – con migliaia di famiglie che vedono messa a rischio la propria serenità e la propria condizione abitativa”.
“Occorre invece che da parte del Governo nazionale e di quello Regionale si dia avvio ad una seria politica dell’abitare, volta alla valorizzazione del già esistente patrimonio pubblico e che tuteli le fasce più deboli della popolazione. Infine, la mancata proroga del blocco degli sfratti ha effetti particolarmente negativi anche in relazione alla situazione economico-sociale complessiva, aggravata anche dalla condizione occupazionale”.
La mobilitazione dei sindaci era stata sollecitata anche dal movimento 5 stelle che vanno poltre e chiedono di approvare la norma sulla impignorabilità della prima casa per evitare di aumentare ulteriormente questo bacino di emergenza sociale.
“Il 15 di questo mese – afferma la deputata M5S Angela Foti – una famiglia a Maletto sarà sfrattata da una casa pignorata. I numeri in Sicilia, dove la crisi è letteralmente al galoppo, stanno diventando preoccupanti, Bisogna fare qualcosa e farla subito Per questo sollecitiamo il sindaco di Maletto a portare in consiglio una mozione che punti ad arginare il fenomeno. E con lui sollecitiamo tutti i primi cittadini dell’isola”.
L’atto scritto di Maletto impegna ad intraprendere tutte le azioni di pressione di propria competenza dirette agli Organi di governo nazionale e ai mezzi di comunicazione volte alla sensibilizzazione in ordine alle problematiche inerenti l’espropriazione della prima casa, in cui versano molti cittadini residenti nel territorio comunale. Si tratta, naturalmente, di un evento simbolo.
Un appello ad unire gli sforzi dei deputati siciliani a Roma per bloccare i pignoramenti, senza distinzioni di schieramento, lo lancia Vanessa Ferreri, prima firmataria della legge voto licenziata dall’Ars, che prevede la tutela non solo per la prima casa ma anche i per beni mobili e immobili necessari per l’esercizio dell’attività imprenditoriale.
“In questo campo – dice la deputata – non ci sono steccati e schieramenti, la prima casa è un bene sacro per tutti a prescindere dai partiti e dalle appartenenze. Per questo tutti dobbiamo spingere in un’unica direzione e cercare di portare subito al Parlamento nazionale la legge che abbiamo approvato all’Ars recentemente”.
Fino a qualche mese fa, ma i numeri sono in continua evoluzione, in Sicilia erano stati messi all’asta quasi 10 mila immobili, la metà dei quali abitazioni. “E il trend -dice la Ferreri – è in aumento. Da giugno a oggi i numeri sono lievitati di quasi il 50% nella sola provincia di Ragusa”.
BlogSicilia


















