“Sono migliaia i giovani pronti a diventare imprenditori agricoli se solo si accelerasse l’iter della “banca della terra” istituita lo scorso anno (Legge regionale n. 5 del 28.1.2014) ma occorre stabilire ancora tutto”.
E’ quanto afferma il delegato di Coldiretti Giovani impresa Sicilia, Ignazio Gibiino, commentando quanto detto dall’assessore dell’agricoltura, Nino Caleca durante un incontro che si è svolto ieri a Palazzo D’Orleans.
“Siamo in attesa di conoscere quanti ettari saranno disponibili – spiga Gibiino – e speriamo che così come ha detto l’assessore, l’Ente di sviluppo agricolo, che ne possiede la maggior parte, risponda al più presto. Oggi è l’agricoltura che può dare lavoro ma occorre far presto ed è inconcepibile che un ente regionale, non reagisca immediatamente”.
Ignazio Gibiino ha ribadito che si devono eliminare le barriere che impediscono di fatto a chi vuole investire in agricoltura di farlo liberamente. “Bisogna rendere la terra disponibile per tutti coloro che vogliono lavorare in questo settore. Sarebbe davvero un gran passo avanti per l’economia.
Dal mango all’avocado, dal tartufo allo zafferano, sono sempre di più i giovani che cercano colture alternative per trovare spazi di mercato adeguati e lavorare con il bagaglio di know how acquisito. L’agricoltore 2.0 – aggiunge Ignazio Gibiino – è infatti un laureato, che parla almeno 2 lingue e che coniuga la modernità con i parametri di produzione qualitativa tradizionale. Due elementi indispensabili per conquistare il mercato.
Speriamo che il 2015 sia davvero l’anno del ricambio generazionale visto che proprio questo settore può rappresentare un viatico occupazionale notevole”.


















