prostituta lettoTutte giovani e belle, alcune studentesse universitarie, altre impiegate. Almeno sei squillo della provincia di Agrigento e di Palermo. Vendevano il proprio corpo al migliore offerente sotto la finta insegna di due centri massaggi a Palermo.
Nel novembre 2013 un uomo era stato assolto con formula piena dopo circa sei mesi dalla scoperta di un centro massaggi a luci rosse a Palermo. Ma, malgrado il rischio che aveva corso di essere condannato, l’uomo e la moglie  immediatamente aprirono due nuovi centri e tranquillizzarono le ragazze che avevano lavorato per loro. Adesso sia lui che la moglie sono sotto inchiesta per sfruttamento della prostituzione e per loro e’ stato chiesto il giudizio immediato.

I centri vennero aperti in via Gioacchino Di Marzo e in piazza Lolli. Le ragazze per le prestazioni sessuali erano tutte di Palermo e della provincia di Agrigento, studentesse e impiegate.


Gli investigatori erano già sulle tracce dei due centri e avevano piazzato telecamere. E così, dopo la scoperta fatta per caso da una ragazza,  che si sarebbe accorta della microcamera, i due centri sarebbero stati smantellati, ma i rapporti sessuali fino ad allora sono stati filmati. E così, per i due presunti titolari è scattata l’indagine.

Oltre agli incontri sono state registrate anche le telefonate tra l’uomo e le ragazze alle quali spiegava che aveva aperto questi due centri simili al precedente informando le giovani sulle condizioni dell’accordo economico. Un massaggio completo costava 115 euro e le ragazze ricevevano il 50% della somma.

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