acqua_pubblica_ditutti_nAl via la petizione popolare dei cittadini di Ravanusa per dire “No” a Girgenti Acqua e “Si” all’Acqua e alla gestione pubblica. Una petizione popolare che è prevista dallo statuto comunale e rivolta dal sindaco Carmelo D’Angelo e al Consiglio Comunale  I promotori dell’iniziativa Giovanni D’Auria, Salvatore Russo e Angelo Cerasa hanno protocollato ieri mattina oltre 500 firme raccolte chiedendo al sindaco e al consiglio comunale di Ravanusa di intraprendere tutte le iniziative di loro competenza perchè la proprietà e la gestione della risorsa idrica torni ad essere pubblica e di tipo partecipativo da parte della comunità ravanusana.
“L’acqua è un bene naturale, -affermano i promotori –  è un diritto universale il cui accesso e utilizzo individuale e collettivo devono essere garantiti in quanto diritti inalienabili ed inviolabili della persona. L’acqua deve essere  sottratta a logiche speculative di tipo economico, visto il risultato referendario. La legge regionale 2/2013 tra le altre cose, consente ai comuni di gestire in forma singola associata il servizio idrico nonchè la gestione diretta per i comuni che non hanno consegnato gli impianti. Con queste petizione chiediamo all’amministrazione comunale che proceda immediatamente a riappropriarsi delle reti. Non si può sopportare con la crisi economica e sociale e il tasso alto di disoccupazione che si sostenga questo pagamento trimestrale di bollette esose che arrivano da parte di Girgenti Acque. L’obiettivo di questa petizione popolare è quella di portare a conoscenza dei nostri amministratori locali, regionali e nazionali la volontà della comunità di Ravanusa, per un ritorno alla gestione pubblica dell’acqua. I cittadini altresì non tollerano più che Girgenti Acque tagli i contatori dell’acqua a quei cittadini che non possono pagare”.