Con la relazione del presidente facente funzione della Corte d’Appello di Palermo, Vito Ivan Marino, si è aperta la cerimonia d’inaugurazione dell’anno giudiziario. I giudici togati seduti negli scranni ascoltano il presidente che espone i dati riguardanti l’attività giudiziaria del distretto di Palermo, che comprende le Procure di Agrigento, Sciacca, Marsala, Trapani, Palermo e Termini Imerese ed è per dimensioni il quinto dei 26 distretti italiani.
Presenti, tra gli altri, il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, il neo capo della Procura, Francesco Lo Voi, il cardinale di Palermo, Paolo Romeo, e il sindaco del capoluogo, Leoluca Orlando. Spicca l’assenza, invece, del presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, e dei pm della cosiddetta “trattativa” Di Matteo, Del Bene e Tartaglia.
ALLARME SICUREZZA PER I PM. “La indubitabile contingente e pericolosissima esposizione a rischio di taluno dei magistrati della requirente, con conseguente adozione di dispositivi di protezione mai visti, finisce per isolare e scoprire sempre più i magistrati della giudicante titolari degli stessi processi”.
“Si sta verificando – ha detto Marino, facendo riferimento evidentemente alle straordinarie misure adottate per assicurare la protezione ai pm del pool che indaga sulla trattativa Stato-mafia – la stessa identica situazione degli anni ’80, allorché la protezione era garantita per lo più, se non esclusivamente, ai magistrati facenti parte dei pool antimafia dell’ufficio istruzione e della Procura, con indifferenza verso la situazione della giudicante, con la conseguenza che bastò un solo episodio criminoso che la riguardasse per porre in crisi lo Stato, che dovette dall’oggi al domani garantire la massima protezione non soltanto ai magistrati ordinari, ma anche ai giudici popolari”.
“L’alta funzione affidata ai magistrati di applicare la legge alla quale essi stessi sono soggetti e alla quale – sola – compete la sovranità della giustizia, assume un carattere di laica sacralità, che immune da ogni atteggiamento di personale protagonismo, non può prescindere del carattere di indipendenza e imparzialità, di rigore e di obiettività. Essenziale – conclude – è inoltre il prestigio e la dignità dei magistrati che deve tradursi in comportamenti appropriati”.
COSA NOSTRA ANCORA POTENTE. Cosa nostra continua ad essere un’organizzazione potente, fortemente strutturata nel territorio, riconosciuta per autorevolezza da vasti strati della popolazione, dotata ancora di risorse economiche sconfinate e intatte e dunque in grado di esercitare un forte controllo sociale e svolgere opera di proselitismo”. Marino, però, non tace i risultati raggiunti nel contrasto alla mafia grazie all’impegno delle forze dell’ordine, ma anche grazie all’atteggiamento delle vittime, soprattutto nel caso delle estorsioni. “Sono sensibilmente aumentate le indagini con esito positivo – spiega – scaturite dalle coraggiose denunce di commercianti e imprenditori”.
SPESI 42 MLN PER INTERCETTAZIONI. Nel distretto giudiziario di Palermo sono stati spesi, nel corso dell’ultimo anno, oltre 42 mln per le intercettazioni, che hanno interessato circa 9.500 “bersagli”. L’utilizzabilità delle intercettazioni, secondo Marino, “deve essere mantenuta ed eventualmente anche affinata, senza indulgere alle ricorrenti sollecitazioni a un ridimensionamento del loro impiego, sovente agitate all’insegna di esigenze di tutela della privacy, certamente esistenti, ma talvolta strumentalmente prospettate”.
CARENZE D’ORGANICO. Le carenze d’organico nella magistratura sono ogni anno tra gli argomenti della relazione di inaugurazione dell’anno giudiziario. In totale, nel distretto giudiziario di Palermo (che comprende anche Agrigento e Trapani) mancano 40 magistrati giudicanti (il 12,38% ) e 29 requirenti (il 19,46%). Le maggiori scoperture si hanno nei tribunali di Marsala e Sciacca (20%) e nelle Procure di Agrigento (26%) e Marsala (22%).
IN AUMENTO RAPINE E USURA. La crisi spinge in alto il numero dei reati di furto, rapina, usura. In aumento anche le estorsioni (+20%), ma soprattutto le frodi comunitarie (+246%). il disagio economico di molte famiglie del distretto è evidente nel maggiore ricorso agli usurai. I reati di questo tipo sono passati da 80 a 95 nell’ultimo anno (+19%). Dopo aver fatto registrare nel 2013 un forte calo, anche per la chiusura di numerose attività imprenditoriali, risale il numero delle estorsioni: quest’anno sono state 515 (430 l’anno scorso). In calo, invece, il furto in abitazioni: passato da 3.876 casi del 2013 a 2.823 di quest’anno.
BOOM FEMMINICIDI. Gli omicidi volontari contro le donne sono aumentati di cinque volte: “Il numero di omicidi consumati nel 2014 è risultato di poco superiore a quello dell’anno precedente – ha spiegato – ma preoccupa il netto aumento di quelli contro le donne: in crescita anche i dati riguardanti i tentati omicidi, nei quali si registra del pari un aumento anche per quelli contro donne”. L’anno scorso, gli omicidi di donne erano stati solo quattro mentre quest’anno sono addirittura venti. In tutto sono stati 61 i delitti (59 nel 2013). Quasi il doppio i tentati omicidi, passati da 45 a 80 e da 12 a 19 se analizziamo solo quelli contro donne.
RADDOPPIATI REATI DI PEDOFILIA. I reati di pedopornografia e pedofilia sono aumentati del 100% nell’ultimo anno. Un dato allarmante, quello sui reati sessuali contro i minori, che fa pensare da un lato al miglioramento delle azioni di contrasto, ma dall’altro a un aumento costante del fenomeno. Nel 2013 erano stati riscontrati 46 casi di pedopornografia e pedofilia, diventati 91 nel 2014. In notevole aumento anche i dati concernenti i reati contro la libertà sessuale, così come quelli di stalking: 550 nel 2013 e 689 quest’anno, con una crescita del 25%.
MENO CAUSE CIVILI ARRETRATE. “Sono positivi i risultati raggiunti nel settore civile nel distretto di Palermo, nel quale, nonostante le vacanze in organico e qualche astensione dalle udienze della classe forense, che ha comportato il massiccio rinvio delle cause, si è registrata una maggiore produttività dei magistrati, con la eliminazione dei procedimenti di più antica data, residuando parte di quelli iscritti a ruolo a partire dal 2009”. Nel 2014 sono partiti 137.874 nuovi procedimenti civili, contro i 130.811 del periodo precedente, e ne sono stati eliminati 135.175, contro i 134.124 del periodo precedente e la pendenza al 30 giugno 2014 si è attestata su 145.670 processi.
“L’indice di smaltimento – ha proseguito – è aumentato dal 46,97% al 48,13%. La durata dei procedimenti è rimasta entro i limiti ragionevoli del triennio in primo grado e del biennio in secondo grado: mediamente 429 giorni contro i 421,81 del periodo precedente. In buona sostanza, la giurisdizione civile nel distretto, nonostante i carichi di lavoro alquanto consistenti per l’imponente arretrato che si è accumulato negli anni pregressi e l’inadeguatezza delle piante organiche, sottodimensionate e spesso parzialmente scoperte, mostra evidenti segni di ripresa grazie allo spirito di sacrificio e al senso di responsabilità dei magistrati”.
TRATTA ESSERI UMANI +233%. Sono più che triplicati i reati di tratta di esseri umani passando da tre a dieci in un anno (+233%). Su questo fronte, la procura di Palermo ha condotto importanti indagini, non fermandosi a individuare i favoreggiatori dei continui viaggi della speranza dalle coste africane verso la Sicilia, ma anche risalendo all’organizzazione che gestisce la tratta.
Proprio all’inizio di quest’anno, il pm della Dda Gery Ferrara ha chiesto la condanna a 30 anni di carcere per Mouhamud Elmi Muhidin, 34 anni, il somalo sotto processo davanti alla corte d’assise di Agrigento per tratta di esseri umani, associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e violenza sessuale. L’africano venne denunciato da un gruppo di immigrati sopravvissuti al naufragio accaduto a largo di Lampedusa il 3 ottobre del 2013, in cui persero la vita 366 persone. Portato al Cpa dell’isola venne riconosciuto dai superstiti che lo accusarono di essere uno degli organizzatori del viaggio per l’Italia e cercarono di linciarlo.
TROPPI ARRETRATI PENALI. Notevole è l’arretrato che si è formato negli anni pregressi negli uffici giudiziari del distretto di Palermo. Al 30 giugno 2013 erano rimasti pendenti ben 151.428 procedimenti civili e 109.453 penali. Al 30 giugno 2014 la pendenza è diminuita nella materia civile a 131.693, dei quali 52.085 processi di cognizione ordinaria (contro i 56.685 del periodo precedente) e 36.205 controversie di lavoro e previdenza (contro i 34.800 del 2013), ed è aumentata nella materia penale a 119.268 procedimenti, dei quali 58.731 rimasti pendenti negli uffici giudicanti e 60.537 negli uffici requirenti. Nel settore civile 6.696 cause pendenti davanti la Corte di Appello (pari al 50%) sono ultrabiennali e 17.638, pari al 19% degli affari pendenti nei Tribunali del distretto, hanno una durata superiore a tre anni. Nel settore penale gli affari pendenti da più di tre anni nei Tribunali sono 4.196, quelli pendenti da più di due anni presso la Corte di Appello sono soltanto 350.
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