deliaRiceviamo e pubblichiamo:

Al Sig. sindaco
del Comune di Delia


Oggetto: abbattimento degli alberi del boschetto Mele.
Carissimo sindaco,anche se non era mia intenzione ritornare sull’argomento, volevo darle una bella notizia,  il 29 Gennaio 2015 l’Assessore Regionale Agricoltura e Foreste Nino Caleca, dopo le polemiche sul disboscamento scriteriato tra Caltanissetta,San Cataldo ed Enna e dopo aver valutato attentamente il danno fin qui arrecato alla comunità ed all’ambiente ha disposto lo stop all’abbattimento dei rimanenti lotti di alberi di eucalipto. Alla luce di tale decisione le chiedo se non ritiene opportuno seguire le indicazioni dell’Assessore Regionale onde evitare un danno irreparabile anche nel nostro boschetto mele!Capisco che ammettere un errore non è mai facile e mal si digerisce,ma se lo si fa per il bene della collettività va soltanto a suo vanto ed alla sua serietà.
Nel contempo e con estrema chiarezza e correttezza vorrei precisare e ricordarle che nel mese di dicembre, dopo un lungo peregrinare – tra consiglieri e assessori che non sapevano, nei dettagli, cosa stesse succedendo all’interno del boschetto Mele, mentre un centinaio di alberi venivano abbattuti -, ho scritto una lettera aperta indirizzata a Lei, al presidente del Consiglio Comunale, all’Assessore all’Agricoltura e Foreste, al circolo Legambiente di Caltanissetta e a diversi organi di stampa, nella speranza che potesse rivedere, già allora,le Sue decisioni. Stiamo parlando,anche se di dimensioni ridotte, di un patrimonio comunale unico nel nostro territorio,diversamente, non sarei entrato nel merito di questa scelta.
Ho realizzato, dalla risposta non recapitata,ma che Lei ha fatto filtrare nelle televisioni locali e nei social network, di averla messa in apprensione; non era certamente mia intenzione! Senza peraltro rispondere a dubbi e perplessità espresse dal sottoscritto, non ha minimamente percepito né lo spirito di quella lettera, né il contenuto.
Nella lettera, non Le chiedevo se avesse tutte le autorizzazioni per abbattere più di cento alberi centenari, non Le ho detto che stava compiendo degli atti illegittimi, Le ho chiesto, semplicemente, perché stesse cancellando il boschetto Mele! Lei sa benissimo che tagliare tutti quegli alberi in tre anni significa distruggere l’intero boschetto, almeno che non si pensi che alberi appena piantati – ammesso che sopravvivano -, per miracolo, diventino adulti in così poco tempo.
Caro sindaco, non è stato certamente l’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste a chiederle di recidere gli alberi. L’iniziativa è partita da Lei,il patrimonio boschivo è  di proprietà del comune. L’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste le ha dato soltanto il nullaosta che Lei aveva chiesto. Cerchiamo, però, di non confondere le autorizzazioni con le scelte. Lei ritiene sia giusto privare intere generazioni di questo patrimonio boschivo solo perché ne ha la possibilità? Solo perché i Suoi atti sono legittimi?
Le ricordo che, quando è stato abbattuto il vecchio municipio, monumento che andava salvaguardato e custodito gelosamente, vi era una delibera legittima, un regolare progetto e una ditta autorizzata a demolire e costruire con tutti i permessi dovuti.Le ricordo ancora che sono stati eliminati i bevai della zona Itria e Canale – anch’essi monumenti che dovevano essere tutelati – con atti legittimi. Quand’anche regolari, Lei pensa che siano stati degli atti di cui essere orgogliosi?
La lettera che Le avevo inviato aveva, soprattutto, lo scopo di portare alla conoscenza dei nostri concittadini ciò che stava avvenendo. Mi sembrava alquanto strano che Lei, che dispone di tecnologia e giornalisti di primordine, non avesse fatto una comunicazione ufficiale. M’informano di come Lei sia molto attivo nel mandare foto e notizie quasi in diretta; per l’abbattimento degli alberi del boschetto, invece, silenzio assoluto!
Mi sarebbe piaciuto vederLa in una foto con una motosega in mano mentre si accinge a recidere un albero del boschetto, ma, forse, Le sembrava di cattivo gusto e – se ci pensa bene – non un’azione di cui bisognerebbe andar fieri.
Dispiace, inoltre, che Lei non gradisca suggerimenti da un cittadino,seppur limitrofo  il boschetto -spero non sia un aggravante- cui sta a cuore il patrimonio boschivo e che, addirittura, minacci querele per diffamazione. Non penso che queste denunce possano restituirci gli alberi tagliati, o riportarli indietro. L’unico modo per tutelare l’immagine e la condotta dell’amministrazione è rivedere le scelte operate e bloccare il taglio, devastante, del resto degli alberi. Lasci perdere le denunce. Al contrario, dovrebbero essere tutti i cittadini deliani a citarla per  un disboscamento che andrebbe a privarli dell’unica area verde del territorio.
Surreale l’ultima comunicazione fatta da Lei in questi giorni: “Saranno piantumati 150 alberi”, in cui tesse le lodi quasi mistiche del valore educativo e sociale degli alberi, dopo averne fatto scempio. Secondo me i sofisti, a confronto, erano dei dilettanti.
Le voglio dire una cosa positiva di tutta questa storia. Non ho letto né delibere, né atti, né contratti con la ditta, ma ritengo che, considerato l’enorme valore commerciale degli alberi abbattuti e di quelli che, malauguratamente, abbatterà, l’amministrazione comunale incasserà – spero – una cifra abbastanza consistente da poter attivare qualche servizio o realizzare qualche opera utile per il nostro paese. Consideri che ogni albero ha un’altezza di circa 30 metri e un diametro notevole. Il peso di ognuno dovrebbe aggirarsi intorno agli 80 quintali. Si faccia il conto per gli alberi abbattuti, e si ottiene la cifra. Ma, sicuramente, Lei ne sa più di me.
Spero, con questa mia lettera, di non aver arrecato nessun danno alla Sua immagine – me ne guarderei. Per di più, non vorrei essere l’unico che ha un’opinione diversa dalla Sua. Se dovesse avere tale percezione, piuttosto che denunciarmi per diffamazione, preferirei espiare le mie colpe con un “mi piace” su qualsiasi post che pubblicherà su qualsiasi pagina di Facebook per la durata – diciamo… – di un mese. Resta inteso che, scontata la pena, potrò, successivamente, esprimere la mia opinione liberamente.
La saluto e la ringrazio sia per il tempo cosi prezioso che magnanimamente mi ha voluto concedere, sia per la risposta “pacata” – bontà Sua – che mi ha voluto dare.
Delia lì, 02.02.2015
Un cittadino di Delia
Niccolò Milano