tribunale-new3Assolto perché il “fatto non sussiste” dalle accuse di associazione mafiosa, favoreggiamento aggravato e false fatturazioni. Si è concluso con questo verdetto emesso dal collegio giudicante del tribunale i Caltanissetta, il processo nei confronti del campobellese F.L.C. di 60 anni. L’uomo, difeso dagli avvocati Nino Gaziano e Salvatore Manganello, era imputato nel processo scaturito dall’operazione “Doppio Colpo 3” terzo filone d’indagine sui presunti rapporti tra imprenditoria ed esponenti mafiosi.
I pubblici ministeri della Dda Elena Caruso e Onelio Dodero avevano chiesto al Tribunale collegiale di infliggere   6 anni a F.L.C. accusato di concorso esterno in associazione mafiosa ed illecita concorrenza aggravata dal metodo mafioso.
Secondo la Procura nissena i quattro imprenditori sarebbero stati vicini a Cosa nostra e beneficiari, grazie ai loro rapporti coi clan, di una sorta di monopolio nelle forniture di materiali inerti alla “Calcestruzzi Spa”. Ma il collegio, composto dal presidente Antonio Napoli, a latere Alex Costanza e David Salvucci, accogliendo le tesi difensive degli avvocati Gaziano e Manganello hanno ritenuto il campobellese  estraneo da tutti i reati contestati. Ad eseguire gli arresti nell’aprile del 2010, era stata la guardia di finanza che aveva anche sequestrato 7 imprese siciliane, impegnate nel movimento terra e presunte legate alle attività della Calcestruzzi.
Successivamente, la Corte di Cassazione aveva annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, su istanza dell’avvocato Salvatore Manganello, nei confronti dell’uomo. Si conclude così una vicenda processuale, che con l’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del  campobellese  ha di fatto bloccato l’attività imprenditoriale riconducibile al campobellese. Adesso si attendono le motivazioni della sentenza che saranno depositate entro 90 giorni.