6468-carabinieri_-300x225Sfiorata la tragedia a Acquedolci in provincia di Messina ieri sera grazie all’intervento tempestivo dei carabinieri a seguito di una telefonata in cui una donna urlava a squarciagola e chiedeva aiuto. Aiuto per difendersi dalla violenza fisica e psicologica subìta dalla figlia 29enne al solo scopo di ottenere la paghetta di 50 euro. La giovane e’ stata arrestata dai militari.

La madre ha raccontato tra le lacrime ed in preda al panico delle percosse, degli insulti, e persino delle minacce di morte subìte dalla figlia pur di avere il denaro. Uno stillicidio quotidiano che andava avanti ormai da anni e che ha provato seriamente la donna e di cui i carabinieri erano informati tanto che le hanno lasciato il numero da chiamare in caso di emergenza.


La madre infatti, esasperata, si era già recata qualche ora prima del misfatto in caserma ed aveva raccontato tutto fin nei minimi dettagli, descrivendo gli atteggiamenti della figlia, i continui insulti e le minacce sempre più frequenti sopratutto quando il denaro le veniva negato. E aveva raccontato anche delle violenze fisiche (calci, pugni) subite dalla figlia che ora si trova nel carcere di Gazzi.

Qualche ora dopo avere lasciato la caserma dei carabinieri la scena si e’ ripetuta: la richiesta di soldi e i maltrattamenti che ne sono seguiti. Ma ormai, ignara, la 29enne era in trappola poiche’ pochi minuti dopo la telefonata di aiuto i militari si sono recati in casa, dove si sono trovati di fronte ad una scena davvero orribile di una figlia che picchia i genitori per soldi.

Hanno agito in fretta e per la giovane sono scattate le manette. Il giudice ha convalidato l’arresto con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. La madre della ragazza ha riportato ferite guaribili in 5 giorni.

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