Il presidente del Consiglio comunale di Licata, Saverio Platamone, ha chiesto l’intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per la positiva e celere soluzione di due grosse problematiche che in atto attanagliano la città di Licata: la programmata chiusura del punto nascite dell’ospedale San Giacomo d’Altopasso, e la messa in sicurezza delle strade di collegamento con i comuni costieri e con quelli interni dell’hinterland. Dopo avere richiamato la triste storia dell’angioletto Nicole che, nel timore di un commissariamento da parte del Ministero alla Salute, ha indotto la Regione Siciliana ad avviare le procedure di chiusura dei punti nascite che non hanno raggiunto i 500 parti annui, piuttosto che programmare la messa in sicurezza delle reti ospedaliere ed arrivare al riordino dei punti nascita, tra cui quello di Licata, Platamone, sottolinea come che “il punto nascita licatese riesce a fornire prestazioni ostetriche di buona qualità; negli ultimi dieci anni infatti la mortalità e la morbilità materne e fetali sono state assolutamente in linea con la migliore sanità italiana”. Ed ancora il presidente del civico consesso informa il Capo dello Stato sul fatto che “delle prestazioni del nosocomio Licatese si avvalgono le gestanti del Comune di Palma di Montechiaro (Comune che afferisce per prestazioni sanitarie all’Ospedale di Licata) e degli altri Comuni limitrofi, quindi è oltremodo evidente che ci sono tutte le condizioni, non solo per scongiurarne la chiusura, ma per incrementare un reparto che ha le potenzialità per diventare uno dei principali punti nascite della provincia di Agrigento.
In attesa di stabilire il giorno dell’incontro del Comitato provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico, il Prefetto di Agrigento, Nicola Diomede, in risposta al grido di allarme lanciatogli ieri dal commissario straordinario del Comune di Licata, Maria Grazia Brandara, ha già dato una prima risposta concreta. “Da subito, infatti – spiega il commissario Brandara – sarà potenziato il contingente della squadra anticrimine della Polizia di Stato, in modo da incrementare l’attività di prevenzione e di controllo del territorio ed in attesa delle decisioni che adotterà successivamente il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Assicurazioni in tal senso mi sono state date oggi dallo stesso dottor Diomede, che sicuramente non ha dimenticato i suoi trascorsi alla guida della nostra città unitamente ad altri due ex commissari prefettizi, ed a cui va il riconoscimento della città di Licata per la solerzia con la quale ha risposto al nostro grido d’aiuto”.












