vittorio-rago-pd-ravanusaSi è svolta giorno 3 marzo c.a. presso i locali del circolo del P.D. di Ravanusa un’ennesima riunione avente per oggetto il comportamento politico del Consigliere Ciotta Vito nonché Presidente del Consiglio il quale, pur essendo stato eletto a tale carica come espressione unitaria del Partito, di fatto ha sempre appoggiato apertamente il Sindaco e la sua Giunta, in contrapposizione alle direttive del Partito che erano e sono di netta opposizione, mortificando così sia la figura della Presidenza, che deve essere per regolamento e morale superpartes, sia l’immagine di un Partito  che agli occhi dell’opinione pubblica erroneamente sembra diviso sull’indirizzo politico da seguire in Consiglio Comunale che è di chiara opposizione se lede gli interessi dei cittadini.
Si evince dalla mancata presenza alle riunioni del Direttivo, dove avrebbe potuto giustificare il suo operato così palesemente contraddittorio, che lo stesso utilizzi il suo ruolo  politico solo per sostenere una posizione di interesse personale in netta contrapposizione all’interesse generale del Partito e dei cittadini, votando l’aumento delle tasse proposte dal Sindaco e dalla sua Giunta.
Non si può assistere in Consiglio Comunale a delle votazioni che vedono il Presidente del Consiglio votare sempre in appoggio all’Amministrazione e gli altri due consiglieri del P.D. in maniera diversa.
Se si aggiunge a questo che lo stesso Ciotta non ha mai portato in Consiglio Comunale la proposta di delibera presentata in agosto 2013 dai nostri Consiglieri del P.D. La Marca e Oliveri avente per oggetto la riduzione dei gettoni di presenza e dell’indennità del stesso Presidente, del Sindaco e degli Assessori, appare palesemente provocatorio il suo comportamento nei confronti del Direttivo, del  Partito e degli elettori.
Inoltre, è emersa la situazione finanziaria dello stesso Ciotta, che non ha mai versato la quota della sua indennità di Presidente, ai sensi dell’art. 40 dello statuto del P.D. il che ha reso necessaria la sua cancellazione dall’anagrafe degli iscritti e “di fatto” l’espulsione dal Partito per palese violazione sia di varie norme statutarie che del Codice Etico.

IL Segretario
Vittorio Rago