Prostitute per mantenere la famiglia o semplicemente per potersi permettere borse e oggetti firmati. E’ un fenomeno della società moderna che porta donne disoccupate, alcune sposate, in qualche caso madre di figli, ma anche single e ragazze universitarie, a vendere il proprio corpo.
Accade a Licata secondo quanto scrive La Sicilia che le definisce le pendolari del sesso. Giorno dopo giorno in pullman, sempre più donne si recherebbero a Gela per prostituirsi.
Per rendersi più difficilmente riconoscibili le licatesi si prostituiscono a Gela mentre le gelesi si spostano a Licata per fare altrettanto.
Sia a Gela, che a Licata, i luoghi di incontro sarebbero Bed & Breakfast, abitazioni del centro e qualche villetta di periferia.
Sono tanti e insospettabili i “maschietti” che frequentano queste donne. Alcune di queste “belle di giorno” raccontano che prima di prostituirsi avevano un tenore di vita decoroso. Poi, improvvisamente hanno perso il lavoro e si sono viste crollare il mondo in testa.
A seconda dei casi ci sono mariti che sono convinti, che i soldi che guadagnano le consorti, siano il frutto di piccoli lavoretti o chissà che credono. Altri uomini, invece, pare assecondano le proprie mogli, sanno quello che fanno e per il “Dio” denaro accettano il “tradimento”. Ecco, dunque, l’altra faccia della depressione economica che non dà scampo.
Da 50 a 150 euro il prezzo di una prestazione. per trovare la donna ‘a pagamento’ che si desidera basta sfogliare gli annunci sui giornali specializzati o su internet e prendere contatto telefonicamente.
Poi terminata la giornata di “lavoro” se ne ritornano a casa da mariti, figli o genitori e la loro vita riprende normalmente.












