La giunta Crocetta ha approvato ieri sera il bilancio. Dopo la pubblicazione della delibera, entro 48 ore, il documento contabile sarà trasmesso all’Assemblea regionale. Il governo è riuscito a coprire il buco da 3,2 miliardi grazie agli impegni assunti dallo Stato anche se mancano le ratifiche formali. In commissione Bilancio dell’Ars è gia depositata la finanziaria il cui esame era stato sospeso in attesa della trasmissione del bilancio.
La manovra economico-finanziaria dovrà essere approvata dall’Ars entro il 30 aprile, giorno di scadenza dell’esercizio provvisorio. I tagli previsti nella legge di stabilità ammontano a circa 200 milioni di euro, fondi che servono a coprire parte del buco di bilancio, che comunque, secondo il documento contabile approvato dalla giunta, chiude in pareggio, grazie anche a operazioni contabili che fanno leva pure sull’avanzo dell’anno scorso.
Il governo ha deciso di avvalersi della clausola di salvaguardia per 450 milioni di euro, spesa congelata, e spalmata su diversi capitoli di bilancio, fino alla ratifica da parte dello Stato degli impegni assunti sul versamento alle casse regionali di 300 milioni di Irpef di dipendenti pubblici la cui busta paga viene contabilizzata fuori dalla Sicilia e di 150 milioni di moratoria di mutui, operazione questa gestita dalla Cassa depositi e prestiti pronta a deliberare non appena l’Ars approverà il documento contabile.
Nell’allegato 1 al bilancio sono previsti tagli alla spesa rispetto all’anno scorso: gli Enti per il diritto allo studio universitario riceveranno 2,5 mln in meno, 800 mila euro in meno per i Consorzi universitari. Azzerati al momento alcune voci come il buono scuola, i fondi per gli enti ecclesiastici, il museo di Arte moderna, l’Istituto per la conservazione del patrimonio storico e linguistico, il fondo per il cinema. L’Ente sviluppo agricolo perde 1,2 mln, 700 mila euro il taglio per l’Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive (Irsap).
Meno fondi anche per i teatri: 1,7 mln in meno al Bellini di Catania, un milione il taglio per Oss e la fondazione teatro Massimo di Palermo, 300 mila euro quello per il Vittorio Emanuele di Messina. Meno fondi anche alle associazioni antiracket e per le vittime di mafia, 110 mila euro in meno per i consultori.
“Il bilancio è in equilibrio attraverso i tagli agli sprechi. Vengono garantite le risorse per i lavoratori e per i precari, i trasferimenti ai comuni confermando la spesa di investimento e sostanzialmente le entrate correnti, sulla base anche delle riduzioni dei costi della politica previste da appositi articoli che entreranno a far parte del ddl sui liberi consorzi, che dovranno essere riconfermati successivamente, quando verrà discussa la legge dopo l’approvazione bilancio” spiega in una nota il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta.
“Tra gli atti approvati, 37 milioni di euro per la formazione professionale. Lo stanziamento copre il bando della terza annualità la cui copertura deriva da fondi Pac restituiti dal governo nazionale, che permetterà di avviare tutti i corsi e, conseguentemente, superare la crisi occupazionale del settore. Importante azione di sblocco per gli investimenti a favore di piccoli comuni dai 5.000 ai 30.000 abitanti con diverse linee di intervento e interventi a favore delle forze dell’ordine per la ristrutturazione delle caserme. In pratica – aggiunge il governatore – si darà il via libera ai piccoli comuni per effettuare opere di manutenzione, ristrutturazioni di scuole e edifici pubblici, con misure che favoriscono le realtà locali più piccole, per incentivare il lavoro”.
“Si passa da una cifra iniziale di 20 milioni che arriverà poi a 60, attraverso una riprogrammazione delle economie da parte dell’assessorato Infrastrutture. Per i comuni inoltre sono previste riserve sui fondi nazionali ed europei e pertanto non vi saranno tagli. La polemica sui 350 milioni è completamente priva di fondamento, il tema infatti è legato ad accordi formali in dirittura d’arrivo. Per i 350 milioni, è previsto un accordo con la Cassa depositi e prestiti, che potrà essere concluso dopo l’approvazione del bilancio, quindi sono certi. Per quanto riguarda i 260 milioni, si tratta di una tantum dovuta dallo Stato relativamente al trasferimento del calcolo delle buste paga dei dipendenti dello Stato in altre regioni. Su questo – conclude il presidente – c’è la rassicurazione del governo nazionale e nelle prossime settimane verrà definito tutto”.
@LucaCiliberti


















