In merito al pericolo delle onde elettromagnetiche emesse dalle stazioni radio installate su numerosi edifici della città, già nel 2013 il consigliere comunale Antonio Tiranno, aveva inviato all’amministrazione comunale un’interrogazione dove chiedeva chiarimenti riguardanti la presenza di un regolamento che disciplini le autorizzazioni e le relative istallazioni di antenne di telefonia mobile. A distanza di anni però, sembra che quel regolamento non esista.
Di seguito l’interrogazione inviata all’amministrazione comunale nel 2013:
“Gentile redazione, mi corre l’obbligo di informare la cittadinanza che il regolamento comunale per l’installazione, monitoraggio, controllo e razionalizzazione degli impianti per la telefonia mobile cellulare del nostro Comune, composto da appena 5 pagine e consultabile sul sito Internet dell’Ente, non è più in vigore in quanto è stato impugnato dal TAR a seguito di un ricorso da parte di un gestore di telefonia mobile.
A mio giudizio, lo stesso presentava già una miriade di carenze in materia di tutela e difesa della salute pubblica e non solo, che si manifestano ancor di più adesso, perchè in assenza di un regolamento comunale, il nostro UTC nel richiedere i documenti per il rilascio di tali autorizzazioni, altro non può fare se non attenersi a generiche disposizioni normative, che potrebbero in certi casi, andare in contrasto con le esigenze e quant’altro della nostra città.
Infatti, a coloro i quali intendono realizzare detti impianti, ad oggi il nostro Comune non richiede una polizza assicurativa a copertura degli eventuali danni a cose o persone, che dette antenne potrebbero in qualunque modo causare. Inoltre non si tiene conto dei punti e delle aree sensibili, come edifici scolastici, ospedali, case di riposo, chiese e quant’altro, che invece dovrebbero essere salvaguardati in maniera particolare.
Anche dal lato economico, questo regolamento non salvaguarda affatto le casse comunali, in quanto nessun diritto di istruttoria viene richiesto in fase di presentazione dell’istanza, cosa che tutti i Comuni fanno ed è più che normale, se consideriamo che una pratica del genere deve essere istruita entro 60 giorni per le nuove installazioni e 45 per le modifiche agli impianti esistenti, cosa che per la delicatezza e complessità della materia, impegna e sottrae da altri lavori l’Ufficio Tecnico Comunale. L’unico introito del quale beneficia il nostro Comune, è di appena 55,00 €uro, quali diritti di segreteria, solo se la pratica viene accolta e l’autorizzazione viene rilasciata.
Cosa a dir poco ridicola se pensiamo agli utili che raggiungono le varie compagnie telefoniche, che si possono permettere anche in tempi di crisi come questo, il lusso di spendere milioni di €uro in pubblicità e quant’altro, grazie anche alle tante antenne sparse nel territorio. Oltretutto, nonostante nel 2005 l’Unione Europea si sia espressa in modo favorevole sull’ammissibilità di leggi locali che impongano una tassa per l’installazione delle antenne per le reti mobili, ad oggi, nulla percepisce in tal senso il nostro Comune dai gestori telefonici, che pagano profumatamente solo i fortunati proprietari delle aree dove installano le antenne.
Cosa del tutto insensata se consideriamo che gli impianti per la produzione di energie rinnovabili, quali fotovoltaico, eolico ecc. ecc., che dovrebbero essere incentivati più di quanto già lo sono, vengono tassati in base alla loro capacità produttiva. Pertanto, ho deciso di presentare una interrogazione consiliare, coinvolgendo i colleghi Migliorini ed Asti, con i quali, complice la grande stima personale reciproca, riusciamo a lavorare negli interessi della città e dei cittadini in grande sintonia da più di un anno, e spero che la stessa interrogazione si trasformi durante la seduta consiliare in cui verrà trattata, in una mozione, che possa trovare il consenso di tutto il Consiglio Comunale.
In sintesi, chiediamo all’Amministrazione se non sia arrivato il momento di dotare la nostra città di un regolamento in materia, più moderno e preciso, che salvaguardi anzitutto la salute e la tranquillità dei cittadini e infine le casse comunali, facendo pagare chi veramente è nelle possibilità ed ha il dovere di farlo.”












