acquaLa mancata assunzione da parte del governo regionale dei lavoratori stagionali dei consorzi di bonifica sta creando ad imprenditori ed agricoltori che rischiano di vedere andare perduti i frutti del loro duro e faticoso lavoro. A lanciare l’allarme è stato il presidente del Consiglio comunale di Naro, Calogero Ferraro, il quale in queste settimane ha raccolto le lamentele e la protesta di numerosi addetti ai lavori i quali a causa del mancato avvio della campagna irrigua rischiano davvero grosso soprattutto con l’inizio della bella stagione. Un problema che non riguarda soltanto Naro, ma che interessa gli addetti ai lavori anche di tutti gli altri comuni dell’hinterland: Canicattì, Campobello di Licata, Ravanusa, Palma di Montechiaro, Castrofilippo che vivono prevalentemente di agricoltura.
«Sono molto preoccupato – dice Ferraro – della situazione che si è venuta a creare per l’assunzione dei lavoratori stagionali presso i Consorzi di Bonifica in Sicilia. I lavoratori stagionali devono ancora essere assunti e quindi si sta aspettando la decisione del nostro Governo e in primis del presidente della Regione Rosario Crocetta il quale non ha le idee chiare su cosa deve fare dei Consorzi di Bonifica a cui ha previsto solo tagli. Si tratta – continua il presidente del Consiglio di Naro – di una decisione che va presa in fretta in quanto l’assunzione dei lavoratori stagionali da parte dei Consorzi di Bonifica è indispensabile per poter garantire a tutti in modo corretto e proficuo la distribuzione dell’acqua per poter irrigare le colture, evitando cosi il rischio di danni irreparabili all’agricoltura. Non ce più tempo per aspettare, quindi mi farò portavoce – conclude Ferraro – per il comprensorio, di cui fa parte il mio comune, per l’assunzione immediata dei lavoratori stagionali presso il Consorzio di Bonifica 3 di Agrigento, recandomi direttamente a Palermo nei prossimi giorni per far presente tutto questo, mettendo davanti a chi di competenza la crude realtà di ritenerli diretti responsabili dei danni che si potrebbero creare dalla mancata possibilità di poter irrigare in modo adeguato».
Una situazione, quindi che rischia di esplodere da un momento all’altro nonostante l’inverno appena trascorso sia stato uno dei più piovosi degli ultimi dieci anni. Con l’arrivo della primavera e del primo caldo diverse le colture che hanno bisogno di essere irrigate con una certa continuità per evitare che il lavoro fatto da imprenditori ed agricoltori del settore vada completamente distrutto.
Carmelo Vella