La proposta di Di Benedetto e Asti di sospendere la delibera con la quale nel 2003 veniva aumentato il pagamento del gettone di presenza a 100 euro, divide il consiglio comunale.
Infatti, soprattutto i consiglieri di maggioranza, quelli vicini all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Vincenzo Corbo, esponente del Pdr, lunedì prossimo in aula non la voteranno. Secondo, i consiglieri, non spetta a loro decidere se quella delibera deve essere sospesa o meno ma sarebbe compito del funzionario competente, decidere se devono percepire 30 invece degli attuali 90 euro che vengono corrisposto a chi prende parte a riunioni dell’assemblea cittadina o a sedute delle commissioni consiliari permanenti.
Su questa vicenda dell’aumento nel 2003 del gettone di presenza da parte di alcuni consiglieri comunali in carica in quel periodo vi è una indagini della Procura della Corte dei Conti, che ha paventato un danno erariale per l’ente che si aggira dai 400 ai 600 mila euro. Nel mirino sono finiti 12 tra ex ed attuali inquilini di palazzo di città ed un ex dirigente del comune, che potrebbero essere chiamati a risarcire ognuno per la propria parte quel danno presunto subito dall’ente.
Il primo effetto è stato quello di sospendere ai consiglieri il pagamento delle spettanze arretrate che vanno da dicembre del 2014 a marzo di quest’anno in via precauzionale. Il provvedimento, riguarda 29 consiglieri su 30. Infatti, discorso a parte va fatto per il Presidente Ivan Trupia che per l’attività svolta percepisce un compenso di circa 1000 euro lordi pari ad un terzo dell’indennità lorda che viene corrisposta al sindaco. Mentre, subito dopo è arrivata la proposta di Di Benedetto ed Asti, di revocare quella delibera in vigore da 12 anni e quindi di far percepire ai consiglieri 30 euro di gettone in attesa che tutta questa storia venga chiarita nei minimi dettagli.

















