Numerose famiglie canicattinesi rischiano lo sfratto se non saldano i canoni arretrati. Il Comune ha deciso di passare alle maniere forti per riscuotere i canoni d’affitto di circa 50 appartamenti per un totale che ammonterebbe a 120 mila euro. Una determina dirigenziale, ha reso esecutiva la riscossione coatta dei canoni di locazione relativi al periodo compreso tra il 1997 ed il 2006. Le abitazioni interessate si trovano negli immobili di proprietà dello Iacp in contrada Reda e in via Pistelli.
Sono già arrivate le cartelle esattoriali emesse dall’agenzia delle Entrate con le quali si invitano i morosi a saldare le mensilità arretrate pena la perdita dell’abitazione. Non sarà più possibile ottenere dilazioni poiché il saldo è previsto in un’unica soluzione. Se le famiglie interessate non provvederanno a rispettare i termini di pagamento, si procederà con il sequestro dei beni mobili ed immobili che saranno successivamente messi all’asta, per disoccupati invece, è previsto lo sfratto esecutivo.
Il Comune con questa operazione, che si è resa assolutamente necessaria, spera di ricavare quasi 120 mila euro. Guerra aperta anche a chi occupa abusivamente gli immobili di proprietà dello Iacp. Il Comune di Canicattì, ha già inviato diverse segnalazioni alla procura delle repubblica di Agrigento.
L’amministrazione comunale, ha incaricato il comando dei vigili urbani di effettuare un censimento su tutti gli stabili disabitati della città. I controlli erano partiti già da diversi mesi ma adesso l’amministrazione comunale, ha predisposto un vero e proprio censimento in modo da comunicare all’Istituto autonomo case popolari di Agrigento, quali appartamenti risultano inutilizzati. Molte di queste case sono abitate da persone che non hanno i requisiti necessari, in questo caso i vigili urbani segnalano che l’appartamento è abitato abusivamente e tutta la documentazione finisce nelle mani della procura della Repubblica di Agrigento.












