“Le dimissioni di Lucia Borsellino mi hanno posto delle riflessioni. La prima quella della ragion di Stato che vorrebbe evitare la crisi di governo e un possibile effetto domino persino incontrollabile, in una fase difficile per la Sicilia e con i possibili danni derivanti per l’immagine del governo.
La seconda riflessione è quella che viene dettata dal cuore, che mi porta
non solo a comprendere quella scelta ma persino a condividerla, perchè avrei
fatto lo stesso quando per due anni e mezzo l’impegno instancabile e incessante per l’efficienza del sistema sanitario e il contrasto al malaffare, non sono stati politicamente e mediaticamente valorizzati, mentre singoli fatti non
riconducibili all’azione di governo sono stati esasperati e rimbalzati a livello nazionale.
Lucia si voleva dimettere già durante il caso della piccola Nicole, ma
avendo consapevolezza della totale estraneità dell’assessorato alla vicenda,
insistetti perchè non si dimettesse proprio per evitare che le sue
dimissioni venissero associate a un evento per il quale non aveva responsabilità.
Forse avrei dovuto rispettare quel patto ed ho sottovalutato il suo profondo disagio. I continui riferimenti alla sua storia personale e l’incompatibilità di quella storia con la politica, non solo siciliana, ma generale.
Come si sarebbe posta Lucia, se fosse stata membro del governo nazionale, di fronte alle vicende della De Girolamo, di Lupi, del sottosegretario Castiglione. Sono sicuro che avrebbe avuto difficoltà, proprio in nome di quella storia. Anch’io incessantemente ho avuto ogni giorno la tentazione di mollare e
molti tra i politici ci hanno pure scommesso, così come continuano a farlo in
queste ore, pensando che alla fine la responsabilità del possibile default della Sicilia e del massacro sociale, non è colpa di un sistema politico, ma di un presidente che ha mollato. E in questa vicenda, stranamente, a spingere per la dimissioni sono stati proprio coloro che in questi due anni di governo, hanno più di tutti contrastato l’azione riformatrice di Lucia. Lupi che oggi si travestono da agnelli. Lucia continuerà ad avere il mio totale sostegno, con la convinzione che la sua battaglia per una società e per una sanità migliori, non si fermerà”.
rocetta prende tempo. Non sostituirà subito l’ormai ex assessore alla Sanità, Lucia Borsellino. Il presidente terrà per sè l’interim e nominerà una commissione di saggi che lo affiancherà nella gestione ordinario. Di questo organismo farà parte Antonio Candela manager dell’Asp di Palermo che manterrà in questa fase il doppio incarico. E poi ci saranno figure di primo piano della sanità siciliana: Bruno Gridelli (direttore dell’Ismett), Francesco Basile (preside della Facoltá di Medicina presso l’Universitá di Catania e componente del cda dell’Istituto Superiore di Sanità), Gaspare Gulotta (direttore della scuola di specializzazione in chirurgia generale presso l’Università degli Studi di Palermo), Marco Restuccia (direttore generale del Policlinico di Messina) e il Ragioniere generale della Regione Salvatore Sammartano che è già stato direttore dell’assessorato.
Intanto l’Udc va in pressing su Crocetta. Per il leader Gianpiero D’Alia «le dimissioni della Borsellino sono un fatto politico grave. Noi abbiamo chiesto i voti ai siciliani non solo perchè il candidato alla Regione era Crocetta ma anche e probabilmente, almeno dal mio punto di vista, perchè c’era Lucia Borsellino a gestire un settore delicatissimo come quello della sanità. Questo apre un problema politico – ha aggiunto – perchè non credo sia facile trovare un sostituto all’altezza. Molto dipenderà, nella collaborazione tra noi e questo governo e questa maggioranza, dalla personalità di altro profilo che sarà chiamata a sostituire la Borsellino. Da Crocetta ci attendiamo che nomini un assessore di qualità superiore alla Borsellino. Almeno ce lo auguriamo”.

















