movimento-5-stelle-ambienteRiceviamo e integralmente pubblichiamo:

Oggetto: Riscontro nota vs PRG-0079 del 08/08/2015 – Richiesta accesso agli atti.


LETTERA APERTA

Preg.mo Dottore,
riscontro la nota avente ad oggetto “Richiesta accesso agli atti” (protocollo in Uscita Girgenti Acque S.p.A. PRG-0079209 del 08/08/2015)”, trasmessa al sottoscritto a mezzo PEC, e per conoscenza alla stampa quale “LETTERA APERTA”, utilizzando le medesime modalità da voi adottate in riscontro alla mia precedente nota, per rappresentare quanto segue.

Condivido in pieno che uno dei principi fondamentali ai quali deve ispirarsi una società civile è certamente “la convivenza armoniosa tra gli uomini, nel rispetto delle regole istituite dallo Stato nella sua fondazione, a tutela e salvaguardia degli interessi della collettività e dei diritti della persona”, anche se suona strano che tale affermazione provenga dal legale rappresentante di una società come la Girgenti Acque S.p.A. che, perseguendo legittimamente il proprio profitto aziendale, appare spesso estranea alle vicende umane dei cittadini che presentano, senza risposte, reclami avverso fatturazioni errate o dubbie e assistono inermi al distacco dei propri contatori dell’acqua, bene essenziale per la vita umana.  Ma di tale atteggiamento posso rimproverare poco o nulla ad una società privata che guarda principalmente ai propri interessi piuttosto che a quelli “della collettività”. Di ciò, infatti, e soprattutto della carenza e dell’assenza, in taluni casi, di controlli nei confronti della vostra gestione, non ritengo esente da colpe l’organo che era deputato a svolgere tale compito, ovvero l’ATO Idrico di Agrigento, adesso in liquidazione.

La ringrazio per la rinnovata disponibilità e l’invito ad un incontro formale presso la Vostra sede, al fine anche “di constatare (e certamente apprezzare) l’operato di tutti i vostri dipendenti” ma mi vedo costretto a declinarlo fin quando non saranno rispettati “i diritti” dei cittadini di cui sono portavoce e, dunque:
− non saranno sospese le pratiche di distacco dei contatori a morosi incolpevoli e a morosi presunti;
− non saranno inviate richieste di pagamento relative a canoni di depurazione e fognatura in tutte le zone della ex provincia non servite o servite apparentemente (a mio modesto modo di vedere, se il depuratore esiste ma non funziona, non va richiesto il pagamento di un servizio, di fatto, non offerto);
− non saranno resi noti i dati relativi ai vostri dipendenti (per i quali non ho motivo di dubitare “lo spirito di sacrificio e l’abnegazione con cui prestano il loro operato”) e ai criteri adottati per la loro assunzione.
Ritengo tale visita inopportuna, nonché offensiva nei riguardi dei cittadini che rappresento, almeno sino a quando le richieste sopra elencate non vengano accolte.

Tornando alla nota in oggetto, nonché alla precisazione in essa contenuta circa la mia mancata obiezione di natura giuridica riguardo l’interpretazione delle norme vigenti in materia da parte dei vostri uffici legali, non sono interessato ad alimentare contese che puntino a dimostrare se le mie richieste possano essere legittime da un punto di vista giuridico di fronte al vostro diniego di produrre determinati atti. Ritengo che sia compito della Procura della Repubblica di Agrigento e dell’Autorità Nazionale Anticorruzione stabilire la legittimità giuridica ed esprimersi sul fatto che un’azienda costituita al 40% circa da capitali pubblici – sulla scorta della determinazione ANAC n. 8/2015 che ha fugato ogni dubbio circa l’applicazione della legge 190/2012 e del DLGS 33/2013 alle società come la Vostra – possa sottrarsi o meno dal presentare l’elenco dei propri dipendenti (nome, cognome e data di nascita non sono quei dati sensibili a cui potreste fare riferimento citando la normativa sulla privacy) ad un parlamentare regionale che ne fa formale richiesta.

Non sono interessato ad istituire un duello sul piano giuridico poiché la mia richiesta di accesso agli atti rispetta criteri di buon senso, oltre che di buona “educazione istituzionale”. Sono, infatti, i cittadini della mia provincia, che sento di rappresentare, a chiedere spiegazioni del perché il Procuratore aggiunto di Agrigento, Dott. Fonzo, in audizione, lo scorso 12 marzo, presso la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali a esse correlate, riferendosi alla Girgenti Acque S.p.A., paventava la possibilità che la stessa possa essere diventata ”un assumificio”.

A queste parole, inequivocabilmente gravi stante la fonte, vorremmo un riscontro oggettivo immediato, e per tale motivazione era stato richiesto l’elenco di tutto il personale che, ricordo a me stesso, è stato assunto per svolgere un servizio di pubblica utilità ed il cui costo grava sull’intera collettività che paga le fatture del SII.
Ed è, soprattutto, per aiutare i cittadini agrigentini a fugare ogni dubbio circa le paventate irregolarità nelle procedure assunzionali, pertanto, che torno nuovamente a chiederVi di fornirci l’elenco nominativo dei vostri dipendenti.

Tutto ciò, in attesa di ricevere conferme o meno da parte della Magistratura sulle gravi affermazioni dell’ex amministratore delegato di codesta società, dott. Carmelo Salamone, che denunciava irregolarità gestionali in relazione a “consistenti costi riferibili al personale dipendente, assunto dalla società in aperta violazione delle procedure dettate in materia dal Cda” e a “consistenti risorse in uomini e mezzi, con costi contabilizzati a carico della società, ripetutamente distratti ed utilizzati per fornire servizi, senza alcun corrispettivo per la società stessa, in favore di soggetti terzi”, costi che, essendo la vostra società concessionaria di pubblico servizio, concorrono alla formazione della tariffa e sono addebitati alla totalità dei cittadini.

Tutto ciò, in attesa di capire quali determinazioni intenda assumere S.E. il Prefetto di Agrigento in merito al mancato rinnovo, da oltre due anni e mezzo, della certificazione antimafia (necessaria al fine di svolgere un servizio di pubblica utilità) alla Società da Ella rappresentata e, soprattutto, se il Presidente della Regione siciliana, in virtù del protocollo di legalità sottoscritto nel maggio del 2011 tra l’Assessore regionale all’Energia, Confindustria Sicilia e i Prefetti di tutte le ex province siciliane alla presenza del Ministro dell’Interno, intenda sollecitare S.E. il Prefetto di Agrigento in tal senso.

Non esiste alcuna “querelle mediatica” da dirimere; non esistono pregiudizi né, tanto meno, dicerie o false informazioni descritte attraverso i miei atti parlamentari – a cui ho dato la giusta pubblicità – che necessitino chiarimenti. Esistono riscontri oggettivi, fatti conclamati, lamentele dei cittadini a proposito della gestione del SII ed esistono, di contro, interessi “privati” che la vostra società difende e sostiene a fronte di un bene essenziale qual è l’acqua.

Se tali elementi possono, infine, divenire contrasti e conflitti istituzionali, soprattutto a livello mediatico, tra il sottoscritto e la società da Ella rappresentata, non posso farmene una colpa.
La “convivenza armoniosa tra gli uomini, nel rispetto delle regole istituite dallo Stato nella sua fondazione” può tranquillamente venir meno se il mio agire è “a tutela e salvaguardia degli interessi della collettività e dei diritti della persona”.

Mi vedo costretto, pertanto, a declinare il gentile invito rivoltomi (almeno sino a quando le richieste sopra elencate non vengano accolte) e colgo l’occasione per porgere i più cordiali saluti.

Palermo, lì 22/08/2015.                                 Matteo Mangiacavallo