licata_comune--400x300Riceviamo e pubblichiamo:

ControVento ritiene che il sequestro del depuratore sia un piccolo passo fondamentale per il ripristino di condizioni di normalità.                                                                    Ma un dubbio è più che legittimo: perché, nonostante le innumerevoli denunce delle varie associazioni sui gravissimi danni ambientali che si verificano da anni, il sequestro avviene solo adesso?                                                                                                             Lo scarico del depuratore è sito infatti direttamente sulla foce del Salso, in violazione della legge e per di più in presenza di espresso diniego della Regione che ne ha revocato l’autorizzazione.        L’impianto risulta incompleto, in quanto privo della condotta sottomarina per l’allontanamento dei reflui, e il suo funzionamento, in tutta evidenza, non è conforme a quanto sarebbe lecito attendersi.                                                                                                         Già le analisi di Goletta Verde, rese note dall’associazione A testa alta, evidenziavano un’altissima concentrazione di inquinamenti microbiologici, con valori di Escherichia Coli ed Enterococchi intestinali a dir poco preoccupanti, lontanissimi dai limiti consentiti dalla normativa vigente. Tanto sarebbe dovuto bastare ad allertare chi di competenza, al fine di mettere in campo quanto necessario per evitare che gli sversamenti continuassero a devastare il fiume e il mare.                                                                                                       Con un comunicato del 22/01/2016, l’Amministrazione comunale affermava invece che il depuratore fosse “tecnicamente a posto”: considerando che appena un mese dopo l’impianto è stato sottoposto a sequestro, al minimo si può parlare di inettitudine e impreparazione politica.   Il sequestro del depuratore di Licata è solo l’ultimo, in ordine di tempo, avvenuto nei confronti degli impianti di depurazione gestiti da Girgenti Acque per problemi di inquinamento; Girgenti Acque, lo ricordiamo è la stessa società che manca di certificazione antimafia e che è nell’occhio del ciclone da tantissimo tempo a causa dei costi e della pessima qualità dei servizi erogati ai cittadini.                                                                                                                                     Con l’occasione ringraziamo l’associazione A testa alta per l’impegno profuso e per lo stimolo continuo che ha portato alle iniziative intraprese dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Agrigento.