È normale che dopo 10 anni di malgoverno e 2 di commissariamento ci sia tutta questa voglia di candidature? Per usare un’iperbole, ci sono più candidati che potenziali votanti! E non si parla solo di candidature al consiglio comunale, ma anche di candidature a sindaco.
Dai un calcio ad una pietra e saltano fuori 3 candidati… ne dai un altro ad un paletto ed eccone altri 3… ovunque ti giri trovi un futuro sindaco! E SI PARLA CONSAPEVOLMENTE DI FUTURO SINDACO, e non di candidati, perché l’atteggiamento è quello del vincente.
Ma allora una domanda sorge spontanea, due/tre veramente: è questa una scelta autonoma? Sono tutti questi candidati acclamati dal popolo? È uno scoppio improvviso d’amore nei confronti della città?
Qui a destra ed a sinistra gente che si auto-acclama, auto-fomenta, auto-incensa… ma intanto sono sempre tutti alla ricerca di alleanze. Dobbiamo allora pensare che tutta questa sicurezza sia piuttosto AUTO-CONVINCIMENTO, e che tutta questa forza in realtà non esista…
Si vocifera la presenza di 10 o 11 candidati a sindaco; facciamo due calcoli per rendere meglio l’idea:
– Ogni eventuale sindaco è appoggiato da una media di 2 liste, quindi 22 liste;
– Ogni lista prevede 24 candidati, quindi 528 candidati a consigliere;
– Su 27.000 elettori, nella più rosea delle prospettive, 21.000 sono attivi, quindi considerati votanti: se questi 21.000 votassero in modo valido, ogni candidato al consiglio avrebbe in media 39,7 voti (non arrivano neanche a 40);
– Di questi candidati, una decina supereranno i 200 voti, quindi 2.000 voti saltano, ed al resto dei candidati, resterebbero 19.000 voti, che sono 36 voti a testa;
per il sindaco, stessa storia, se non peggio:
– Considerati sempre 21.000 votanti, a ciascuno degli 11 candidati toccherebbero 1909 voti, a qualcuno di più, a qualcuno di meno;
– Al ballottaggio andrebbero i due più votati, entrambi con circa 2000 voti;
– Questo implica che il 18% dei canicattinesi (9+9) sarà soddisfatto del ballottaggio, l’82% dei votanti sarà silenziato.
A questo punto cosa accade? Chi si dovrà scegliere?
Il meno peggio? Quello che piange meglio? L’amico dell’amico, dell’amico? Quello che promette le cose più accattivanti? Lu tintu pruvatu? Il redento?
SIAMO DAVVERO COSÌ SCIOCCHI DA POTER PERMETTERE CHE ACCADA DI NUOVO?
INNANZITUTTO sarebbe, forse, opportuno fare coalizioni di partiti e liste che abbiano simili interessi, e che facciano emergere il nominativo più valido fra i loro componenti (e non uno per ognuno), E POI sarebbe opportuno capire i reali problemi della città, che sono tanti al momento, dal dissesto finanziario a quello sociale, e fare un serio programma.
Ma forse in giro ci sono troppi pavoni per permettersi di fare un passo indietro per il bene comune…
MaCheDite!

















