Riceviamo e pubblichiamo un articolo inviatoci da un nostro lettore che fa il punto sulla campagna elettorale che si concluderà ufficialmente alle 24 di questa sera. Di seguito l’articolo.
“Chi partecipa alle odierne elezioni nella qualità di semplice elettore, senza aspirare al seggio e senza schierarsi a priori a sostegno di alcun candidato, guarda al 19 giugno con maggiore incertezza.
Infatti, al fine di esprimere il voto in modo adeguatamente informato e consapevole, risultano quasi irrilevanti sia l’orientamento politico dei candidati (si vedano le dinamiche nazionali), sia i programmi elettorali presentati alla collettività (aventi natura meramente potenziale e perlopiù gli stessi contenuti).
Quindi, non resta altro che valutare la trasparenza, la credibilità, l’onesta, le competenze (non è sufficiente saper leggere e scrivere!) e la storia dei candidati, dei designati assessori, nonché della squadra che li sostiene.
Orbene, guardando al contegno dei nostri candidati è possibile scandire due fasi: la prima caratterizzata dal diplomatico -a tratti omertoso- silenzio politico (tutti sanno… misteriose presenze alla guida delle liste, candidati che hanno bussato a tutte le porte per poi accomodarsi dov’era più conveniente… ma nessuno proferisce parola); la seconda, quella successiva al termine per gli “apparentamenti”, contraddistinta dal mutato animus di alcuni concorrenti.
Invero, fino a qualche giorno addietro, la campagna elettorale si è svolta secondo il solito copione. Mentre i candidati allo scranno più alto si “fronteggiavano” in tv, i candidati al consiglio raccattavano voti qua e là: taluno “chiedeva” il voto ai propri numerosi dipendenti, talaltro, illuso dal politico di turno che cerca di far lievitare i voti della lista, faceva leva sui vincoli di parentela; il consigliere uscente di maggioranza si impegnava a “fare di più”, il neofita alimentava la speranza di cambiamento e, il consigliere uscente di opposizione…opposizione???
Soprattutto quest’ultimo, “senza macchia e senza peccato”, avrebbe dovuto porre al centro della propria campagna elettorale le eventuali battaglie condotte contro un’amministrazione asseritamente inefficiente e, prima ancora, durante l’espletamento del proprio mandato, avrebbe dovuto informare la cittadinanza della storture riscontrate e delle proposte portate avanti.
Invece, gli odierni candidati hanno deciso di conservare le forze per la battaglia successiva ai mancati “apparentamenti”!
Battaglia, anche in questo caso, priva di contenuti. Battaglia delle accuse, delle insinuazioni, delle allusioni (fondate o meno chi lo sa!), delle auto-proclamazioni a volte “troppo social” (e come si suol dire il troppo storpia). Battaglia promossa anche da chi, se fosse stato certamente parte dei nuovi assetti probabilmente avrebbe taciuto. Del resto si sa, quando si fa parte dei giochi meglio restare tutti amici e giocare insieme!!
A voler pensare male, tali accuse sono state mosse all’indomani del termine ultimo per la formazione delle coalizioni, e non prima, per evitare di compromettere il rapporto con chi poteva divenire il nuovo partner politico.
É giusto informare (e non spettegolare), ma nei tempi, nei luoghi, con modi e contenuti adeguati.
Detto ciò, l’elettore descritto in apertura è sempre più confuso. Infatti, le accuse mosse accendono dubbi sulla trasparenza e sulla voglia di arrivare -a tutti i costi- delle contrapposte fazioni. Il dubbio nella sua essenza potrebbe essere il seguente: è vero ciò che si dice, e conseguentemente, il “candidato 1” ha concluso accordi occulti pur di essere eletto? Oppure “il candidato 2” -o chi per lui-, per la medesima ragione, sta cercando di screditare il “candidato 1”? E ancora: i candidati che non sono arrivati al ballottaggio avranno fatto tanto per niente, oppure porteranno i voti “al cambio”?
Se davvero l’unico obiettivo è il bene della città, perché tanto accanimento? In caso di sconfitta é la città a perdere e non il valido candidato!
E’ necessario, allora, cambiare la nostra forma mentis, incentrare il dibattito sui contenuti, sui progetti (dati tecnici e contabili alla mano), sui risultati in precedenza conseguiti, e non esclusivamente sulle persone (uno è antipatico, l’altro è simpatico, uno pecca nella dizione, l’altro non è carismatico ecc…); del resto, ci sono professionisti preparati e brave persone e, probabilmente, “burattini e burattinai”, sia da un lato sia dall’altro.
Quanto esposto è una semplice “considerazione ad alta voce” di un elettore qualsiasi; una considerazione, probabilmente scontata, tediosa, a tratti contraddittoria, che ammette eccezioni ed errori; una considerazione e non un’accusa! La considerazione di un elettore che, anche questa volta,andrà a votare con la convinzione che spesso le urne, per le suesposte ragioni, generano rappresentanti del popolo i cui voti non sono speculari ai meriti e alle necessarie competenze. Un elettore consapevole che, dopo l’elezione del sindaco, finiranno i tour per i quartieri, le foto ed i post. Un elettore che, anche questa volta, spera di non rimanere deluso e continua ad auspicare un cambiamento volto a rendere “più stimolante” la permanenza nel Paese natio.”
#iostoconlamiatesta:-p
Raimondo Curto Pelle


















