C’è stata grande partecipazione a Campobello di Licata per la mobilitazione

contro i disservizi che caratterizzano il sistema di distribuzione
dell’acqua nell’agrigentino.


L’iniziativa, promossa dal Meetup 5 stelle locale, punta a sensibilizzare
l’opinione pubblica spingendo i cittadini a comprendere il diritto ad avere
l’acqua corrente, a costi in linea con la media nazionale e non* 5 volte
superiori. *Denuncia, inoltre, il *frequente inquinamento da batteri
coliformi* rivolgendo alle più alte cariche dello Stato e, in particolare,
l’Illustrissimo Presidente della Repubblica Prof. Sergio Mattarella nonché
Presidente del Csm (Consiglio Superiore della Magistratura), la richiesta
ad esaminare quanto accade in una parte del territorio italiano.

Chiariscono gli attivisti del Meetup 5 Stelle di Campobello: sappiamo e
abbiamo spiegato ai cittadini che una petizione non è una soluzione che
garantisce, all’indomani della firma, l’uscita da Girgenti Acque. Ma
l’ordinamento
giuridico italiano conferisce al popolo il diritto di ricorrere a tale
strumento: «Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni per chiedere
provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità. » (Costituzione della
Repubblica Italiana, art. 50)

Noi lo abbiamo fatto, specificando l’inefficacia delle azioni finora
portate avanti dal libero Consorzio di Agrigento; trovandoci, quindi, a
dover interpellare il Presidente della Repubblica in persona e senza
risparmiarci in nulla. Ci vuole coraggio: quel coraggio che ebbe ad
esempio, il Procuratore Ignazio Fonzo, quando, in data 12 Marzo 2015,
riferendosi a Girgenti Acque, riferì alla Commissione Parlamentare
d’inchiesta sugli illeciti ambientali quanto segue: «*È chiaro che questo
tipo di Società diventa anche un assumificio. Non c’è bisogno di sapere
perché diventi un assumificio. Lo capite molto meglio di me, ovviamente». *

Bene, la petizione contiene anche la citazione del Procuratore. Non lascia
nulla al caso, non lascia nulla di intentato e siamo soddisfatti delle
adesioni raccolte. Siamo invece amareggiati che manchino all’appello le
firme del Primo Cittadino e quelle di una certa parte politica che,
evidentemente, non apprezza uno strumento giuridico popolare quale quello
in oggetto o lo ritiene del tutto inefficace. Ma la nostra iniziativa
nulla toglie, semmai aggiunge, a quanto l’Amministrazione vorrà portare
avanti per risolvere un problema diventato ormai insostenibile: i
Cittadini di Campobello si sono detti veramente stanchi di pagare sulla
propria pelle il prezzo di una gestione “malata”, evidentemente non
giusta. Chiedere un accesso equo e trasparente a quello che peraltro le
Direttive Europee definiscono “un diritto inalienabile che come tale va
assolutamente tutelato” è sempre utile. Rompiamo il silenzio, allora! Anche
Campobello di Licata è Italia.
Per chi vorrà ancora aderire, oggi sarà allestito un nuovo banchetto per la
raccolta firme in Piazza XX Settembre, a partire dalle ore 19:00