Il gup del tribunale di Gela, Paolo Fiore, ha rinviato a giudizio tutti i nove imputati che la procura accusa di omicidio colposo plurimo per la morte di tre operai, dipendenti della “Rete Ferroviaria Italiana” (Rfi), travolti e uccisi dal treno regionale Gela-Licata mentre lavoravano sui binari, il 17 luglio del 2014, in contrada Burgio-Carrubba nel territorio di Butera. Il dibattimento, davanti al giudice monocratico, è stato fissato per il prossimo 26 settembre. I rinviati a giudizio sono l’amministratore delegato dell’azienda Rfi ,il responsabile della linea operativa della tratta Canicattì-Gela,  il responsabile della direzione tecnica, il responsabile della direzione territoriale di Palermo,  il dirigente dell’unità territoriale di Caltanissetta,  il capo impianto del reparto lavori, il capo reparto pianificazione unità territoriale di Palermo, il dirigente centrale operativo della sala di coordinamento centro controllo della circolazione di Palermo, , e l’azienda Rfi spa. Il procuratore, Fernando Asaro, li ritiene responsabili della morte di Antonio La Porta di Porto Empedocle, Vincenzo Riccobono di Agrigento e Luigi Gaziano di Aragona, falciati dal treno per una ipotizzata segnaletica insufficiente. Le famiglie non si sono costituite parte civile perché starebbero per formalizzare una transazione di risarcimento con Rfi spa.