Seguo spesso le dirette di Cesare Sciabarrà, e guardo soprattutto le ‘condivisioni’, i ‘commenti’ e i numerosi ‘mi piace’. Segno evidente di una partecipazione democratica al problema politico canicattinese. Vedo una polis davvero attenta ai problemi della città; una polis che desidera un cambiamento. Mi sorprende il fatto che tra costoro ci sono dei competenti di politica, nel senso che per  preparazione culturale, professionale ed umana possono contribuire ad un riscatto globale della nostra Canicattì, portandola agli albori d’un tempo.

Come per Canicattì, allo stesso modo per ogni altro Comune, questi competenti hanno scelto, purtroppo, la via dell’Aventino, abbandonando la politica preferendo rimanere ai margini, con la grave conseguenza di lasciare il delicato compito agli incompetenti di cui il nostro Consiglio Comunale è strapieno, tranne, ovviamente, alcune mosche bianche. Del disinteresse reale, concreto, di coloro che ‘condividono’ ‘commentano’ e mettono ‘mi  piace’ ho avuto diretta conoscenza durante la formazione della Lista Uniti per Canicattì. Pregati e strapregati, più di Padre Pio, al fine di concedere la grazia di candidarsi per offrire la propria competenza politica ne declinarono l’invito con una serie di pretesti, come se fosse stata una chiamata alle armi, lasciando campo libero a coloro che nella cosiddetta ‘Prima Repubblica’  stavano ad aprire e chiudere le porte.


Non sono un nostalgico. Ma la qualità la conosco. Soltanto un cieco non riesce a vedere la differenza tra la composizione del Consiglio degli anni ’70 e ’80 con l’attuale: Nazareno Vitale, Carmelo Guarneri, Gioacchino Gangitano, Gaetano Augello, Guido Fanara, Carmelo Sciascia Cannizzaro, Aldo Manganaro, Carmelo Cammalleri per citarne alcuni senza disturbare quelli degli anni del dopo Guerra, al fine di evitare maggiormente la differenza e la ‘malafiura’.

Siamo quasi giunti a metà di legislatura amministrativa, e tra due anni i canicattinesi saranno chiamati a rinnovare il Consiglio Comunale, l’organo promotore della vita cittadina, il vulcano del dibattito politico, la bussola che deve orientare la nave… Ma gli uomini prima partoriscono le idee e successivamente le fanno camminare con la forza di volontà al fine di raggiungere i traguardi desiderati: CANICATTI’ CITTA’ IMPRENDITORIALE HA BISOGNO DI VOLARE IN ALTO. E per questo necessita di un Consiglio adeguato, preparato, all’altezza del proprio mandato. Pertanto, coloro che scrivono ‘mi piace’ pensino seriamente ad un diretto impegno politico al fine di non essere ‘maschere’ ma ‘volti’, secondo una felice intuizione di Luigi Pirandello. E’ troppo facile, infatti, pigiare con un dito e poi nascondere la mano, cadere nell’anonimato come se la politica non interessasse; e no, meglio non scrivere nulla.

Enzo Di Natali