Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 12 di oggi (sabato 14 marzo), in merito all’emergenza coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.
Dall’inizio dei controlli, i tamponi validati dai laboratori regionali di riferimento (Policlinici di Palermo e Catania) sono 2.100, sono stati trasmessi all’Istituto superiore di sanità, invece, 156 campioni (26 più di ieri).
Risultano ricoverati 53 pazienti (quattordici a Palermo, ventitré a Catania, cinque a Messina, uno a Caltanissetta, tre ad Agrigento, due a Enna, due a Siracusa e tre a Trapani) di cui 11 in terapia intensiva, mentre 97 sono in isolamento domiciliare, quattro sono guariti e due deceduti.
IN SICILIA ARRIVI IN TRENO DAL NORD. Continua l’esodo di residenti nel Meridione che fanno rientro a casa: in molti dal Nord, per lo più giovani o studenti fuori sede, stanno salendo su treni diretti al Sud. Alla stazione di Milano si è registrato ieri un nuovo pienone scatenato, probabilmente, dalla chiusura di alcuni aeroporti per l’epidemia da coronavirus e le drastiche misure di contenimento del contagio prese dal governo. Anche in Sicilia è atteso l’arrivo in treno di numerosi cittadini provenienti dal Nord.
MUSUMECI: “POTENZIARE I CONTROLLI”. “Ho appena sentito e concordato con il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e con il prefetto di Messina Carmela Librizzi le urgenti iniziative per i necessari controlli sanitari sulle centinaia di passeggeri in arrivo dal Nord – ha detto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci -. Ho anche dato disposizione ai servizi sanitari regionali, d’intesa con l’assessore Ruggero Razza, e alla nostra Protezione civile di verificare la provenienza dei passeggeri e il loro stato di salute”.
“Intanto ho allertato le nostre guardie del Corpo forestale, che stanno convergendo su Messina. Serve la prudenza e la collaborazione di tutti, specie di chi è in arrivo. Non possiamo vanificare lo sforzo e il sacrificio che sta compiendo in questi giorni la comunità siciliana”.
“Gli enormi sacrifici che gli italiani hanno accettato di compiere per fermare il coronavirus, rischiano di essere vanificati dalle zone d’ombra del decreto #iorestoacasa come il mancato blocco dei treni”, ha dichiarato l’assessore regionale alle Infrastrutture della Regione Siciliana Marco Falcone, sottolineando che “nelle ultime ore, infatti, sembra che sia ripreso il flusso di viaggiatori che lasciano le Regioni del Nord per raggiungere via rotaia il Mezzogiorno, un’emorragia che richiede divieti ancora più stringenti da Roma”.
“Lanciamo per questo un appello al governo nazionale – aggiunge l’assessore – si blocchino in giornata i treni per il Sud per chiudere così potenziali linee di contagio e garantire la tutela della salute della popolazione, dal personale viaggiante fino ai cittadini delle regioni dove ancora il virus sembrerebbe darci il tempo di issare un argine”.
“Da ieri in Sicilia – ricorda Falcone – il governo Musumeci ha dimezzato le corse degli autobus pubblici e privati e delle navi traghetto, sospendendo le linee non essenziali. Non escludiamo, per quanto di nostra competenza, un’ulteriore stretta”.
CHIUDE FINCANTIERI, 2.000 OPERAI RIENTRANO IN SICILIA. La Fiom di Palermo lancia un appello ai 2.000 metalmeccanici che lavorano negli stabilimenti Fincantieri nel Nord e Centro Italia (Monfalcone, Marghera, Ancona, Genova e Muggiano) e che stanno per rientrare in Sicilia, dopo che l’azienda ha deciso di sospendere dal 16 al 29 marzo le attività produttive.
“Sappiamo che in queste ore i lavoratori stanno viaggiando verso casa in auto, pullman e treni – dice Francesco Foti, della Fiom di Palermo -. E’ fondamentale che rispettino le procedure previste dai decreti ministeriali e regionali, che includono la registrazione, e che, una volta arrivati, evitino contatti con altre persone e osservino un periodo di isolamento volontario, per rispetto della loro e della altrui salute”.












