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Covid-19, il contagio va a due velocità: Istituto Superiore Sanità ‘Crescita minore al Sud, ma non illudiamoci

Scritto da il 19 marzo 2020, alle 09:21 | archiviato in Cronaca, cronaca sicilia, Salute. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

“L’andamento delle curve epidemiche mostra casi confermati in crescita a livello nazionale. Alcune regioni del nord ancora sono maggiormente coinvolte nella circolazione locale, per numero positivi e ricoverati specie in terapia intensiva. Nelle altre aree c’è una crescita, ma non così veloce. Però non deve illuderci che non ci siano numeri così elevati come in Lombardia e le altre regioni del Nord: solo se ci comportiamo come stabilito possiamo rallentare la curva”. Il presidente Iss, Silvio Brusaferro, analizza così in conferenza stampa alla Protezione civile la diffusione del coronavirus in Italia.

Le persone positive asintomatiche o quelle con pochi sintomi “devono assolutamente rispettare le regole di isolamento”, ribadisce Brusaferro sottolineando che questo è un “aspetto determinante” poiché sono queste le persone “che se non rispettano regole sono quelle che più facilmente possono trasmettere il virus”. L’altra raccomandazione che arriva dall’Iss è quella di proteggere al massimo gli anziani e le persone fragili. “Purtroppo la mortalità colpisce le persone affette da patologie e le persone anziane ma il combinato delle due situazioni è lo scenario più presente. Da qui nasce il problema e la raccomandazione di fare in modo che queste persone abbiano la più alta protezione possibile, vanno aiutati a stare in casa, bisogna portare loro la spesa perché sono le persone che rischiano di pagare dazio più alto”.

“I deceduti con coronavirus – rileva Brusaferro – hanno in media 80 anni, soprattutto uomini, donne solo il 30%; la differenza d’età tra chi decede e chi viene ricoverato sono quasi 15 anni. I picchi sono tra 70 e 79 anni e soprattutto 80-89 anni. Un altro elemento sono varie patologie spesso comuni che associate provocano esito letale. Come ictus, diabete, cancro, ipertensione. Solo lo 0,8% dei morti risulta non avere alcune patologia. Tra più giovani, i decessi degli under 50, troviamo persone già affette da alcune patologie”.

Sulla possibilità di inasprire ulteriormente le norme di contenimento ipotizzata dal governo, Brusaferro è cauto: “Dobbiamo lasciare che le misure abbiano effetto, non è che si possono cambiare ogni giorno. E’ stato adottato un provvedimento molto restrittivo la scorsa settimana lasciamo che questo agisca e poi faremo le nostre considerazioni”.

 



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