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Moige: Non condividiamo questo approccio del medico scolastico

Scritto da il 13 settembre 2020, alle 06:24 | archiviato in Politica, politica sicilia, Salute. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

“Siamo perplessi in merito alla sanitarizzazione della scuola, che non puo’ aiutare quello che e’ la scuola, un luogo di istruzione, dove i genitori mandano i propri figli per crescere nella conoscenza e nella sapienza delle cose del mondo”. Antonio Affinita, direttore generale del Moige, il Movimento dei genitori, commenta cosi’ la notizia dell’introduzione della figura del medico scolastico, decisa dalla Regione Lazio.
“Siamo perplessi da questa eccessiva sanitarizzazione della
scuola – spiega – Esistono ospedali per preoccuparsi della cura,
della terapia e della salute, la scuola serve per educare e
imparare. Non condividiamo questo approccio del medico
scolastico
, sarebbe un doppione dei pediatri a cui possono
accedere i genitori gratuitamente. Questo doppione non va nella
direzione di una ottimizzazione del sistema sanitario. Si faccia
allora una scelta, o pediatri o medico scolastico. È inaccettabile una eccessiva sanitarizzazione”.
Inoltre, secondo Affinita “creerebbe una dinamica di distonia
verso un luogo deputato all’istruzione, inizia a diventare un
luogo sanitario. Dobbiamo tenerli distinti. Esistono ambulatori,
ospedali, la scuola e’ per educare, includere, istruire.
Rischiamo di creare una generazione di ipocondriaci. Dobbiamo
invece creare una generazione di ragazzi sereni, liberi, capaci
di vivere con responsabilita’. Non possiamo sanitarizzare la
scuola”.
A proposito della misurazione della febbre, che le linee guida
prevedono sia effettuata a casa, “i genitori hanno misurato la
febbre per anni e continueranno a farlo. I genitori sono
responsabili
, hanno a cura piu’ di tutti la salute dei propri
figli. Un genitore sa che che se il figlio supera la temperatura
prescritta dalle norme, ferma il bambino e si attiva. Esiste
anche la possibilita’ di poterlo accudire tramite la norma sui
permessi. Continueremo a misurarla, se la scuola vuole fare un
servizio in piu’, a campione, e’ libera di farlo
. Per noi e’
eccessivo, si rischia di perdere tempo. Quello che puo’ essere
fatto, quindi, e’ un controllo a campione, a integrazione di
quello che i genitori faranno sui propri figli”.



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