Quello a cui assistiamo è una quotidiana recita. La spettacolarizzazione dell’abbandono dei rifiuti in prossimità delle isole dì prossimità e delle isole ecologiche che isole ecologiche non sono, è una storia che non convince più nessuno, se non quelli che piuttosto che portare la spazzatura nelle isole di prossimità o nelle isole ecologiche (che isole ecologiche non sono)  ,l’abbandonano lungo le strade , temendo di andare a finire nell’album fotografico di qualche amministratore, che ha trovato il modo per distrarre dal problema e stabilire che la colpa è di qualche “vastaso” piuttosto che della metodologia contorta e di scelte illogiche applicate alla raccolta.

Un esempio? Ne abbiamo ampiamente parlato. Perché allocare un’isola ecologica dove si effettua il porta a porta? Che senso ha? E che senso ha trasformare un’isola ecologica computerizzata per il riconoscimento dell’utente, con l’apertura delle botole del singolo rifiuto, in un mero gigante contenitore pronto ad accogliere in qualsiasi momento del giorno e della notte senza alcuna specifica identificazione del conferitore qualsiasi rifiuto? È palese che questa situazione risulta oltre che illogica, dannosa. Illogica, perché lì dove è allocata istiga gli abitanti dei palazzi a conferire nel contenitore (isola ecologica) piuttosto che utilizzare i mastelli; dannosa, perché quelle isole che isole non sono, sono un enorme produttore di indifferenziata, come si può evincere osservando gli operatori che giustamente devono raccogliere, quanto trovano dentro e in prossimità. Non è che ci si vuole distrarre con qualche fotografia addossando la percentuale disastrosa di differenziata fin qui raggiunta a qualche sprovveduto, per non farci riflettere su una metodologia folle di raccolta?


Altra domanda che ci poniamo è: perché si sono lasciate diverse contrade sprovviste sia di isola ecologica, preferendo allocarle dove vi è la raccolta porta a porta, sia di isole di prossimità, il tutto senza giustificare spiegare l’assenza di tale servizio (pagato ma non avuto) agli abitanti delle contrade? Altra domanda che ci poniamo, come mai non si parla più del Cam forse ancora sotto sequestro, insieme alla nostra tramoggia (pagata con i nostri soldi) e non si parla di come è stato ridotto il Foro boario? Non pensate che le condizioni di un luogo che era una vera oasi naturale ora ridotta a cloaca sia da addebitare alla vostra gestione? E a proposito di foto, perché non pubblicate quelle della piscina, del parco Robinson, di Largo Nassiria, di alcuni campetti, della villa comunale,  la chiesa San Francesco, magari potete farvi fotografare voi in quel caso con il bollino sopra…. Perché la responsabilità delle condizioni in cui versano quei luoghi (insieme a tanti altri) è vostra, alla stessa stregua di chi conferisce la spazzatura per strada. E’ una questione di responsabilità. Andate a Foro Boario , a farvi fotografare e postate le foto nelle vostre bacheche. Postate le foto di come era prima quel luogo, prima che arrivaste voi.

Vi ponete mai la domanda, ancor prima di fare i moralizzatori con gli album fotografici, se non avete anche voi, forse soprattutto voi, la responsabilità della condizione in cui ci troviamo e dei risultati fallimentari di una raccolta tanto costosa quanto infruttuosa? Questo lo chiediamo perché siamo una società in cui si è soliti dire “fate quello che dico io, non fate quello che faccio io” . Come raccomandare di indossare la mascherina è il distanziamento sociale agli altri, per poi fare vedere tutt’altro. E allora concludiamo questo pezzo con una frase di cui vi ricordate solo una settimana all’anno: nessuno ci verrà a chiedere quanto siamo stati credenti, ma credibili…. Dovremo aspettare un anno per risentirla pronunciare (solo pronunciare).