La violenza ha mille declinazioni e altrettanti soggetti su cui si può esercitare. Quella che vedete nelle foto allagate a questo articolo è una delle forme di violenza più diffuse che paradossalmente tocca più soggetti. Tocca in primis la natura , che spesso reagisce in maniera altrettanto violenta , punendoci nelle forme più disparate. Tocca la nostra acqua; una falda acquifera disseta le nostre piantagioni, innaffia le nostre colture, le stesse verdure che poi ci ritroviamo sulle nostre tavole e poi nei nostri intestini. Tocca  poi l’uomo e i suoi figli, i suoi cari, i loro reni, i loro fegati, i loro pancreas, i loro polmoni etc . etc.

Quella falda acquifera che attraversa contrada dei Monaci parte da lontano passa sotto altri ponti , dove l’idiota di turno si è preoccupato di buttare altra monnezza di qualunque genere e maniera, rifiuti tossici, materiale di risulta, amianto e chi più ne ha più ne metta. Il nostro territorio è seriamente compromesso, il resto lo fa l’indifferenza di chi se ne dovrebbe preoccupare , cercando, pensando , sperimentando rimedi e soluzioni. Soluzioni a cui non pensa neanche minimamente.. a loro il problema non li sfiora


Ad oggi il nostro territorio è martoriato in maniera trasversale da contrada Cazzola a contrada Buccheri, attraversando l’intero territorio. Nessuno ne parla, non interessa a nessuno l’argomento  sembra non toccare nessuno, fin quando, l’ennesimo, zio, l’ennesimo, cugino, fratello, padre , figlio , moglie o marito, dopo una banale visita di routine , non scopre di avere quel piccolo , a volte minuscolo abitante abusivo all’interno di uno dei suoi tanti organi….. quel male brutto che non riusciamo a pronunciare , che ci inorridisce, ma mai quanto siamo capaci di procurarcelo.

Ecco, questo momento di spunto e di riflessione fatelo guardando le foto allegate a questo articolo, magari sbirciando bene , ci troverete il sacchetto che qualche settimana fa avete lanciato in corsa dal finestrino della vostra auto.