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Scioglimento del consiglio comunale Catenanuova è legittimo

Scritto da il 3 giugno 2021, alle 06:40 | archiviato in Cronaca, cronaca sicilia. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Lo scioglimento del consiglio comunale di Catenanuova, in provincia di Enna, è legittimo. Il CGA, presidente Rossana De Nictoris e relatore Sara Raffaella Molinaro, con sentenza motivata resa già in esito all’udienza camerale ha accolto gli appelli degli avvocati Girolamo Rubino, Giuseppe Impiduglia e dell’avvocatura dello Stato.
Annullata sentenza del Tar di Catania
Il verdetto ha annullato definitivamente la sentenza del Tar di Catania che aveva accolto il ricorso dei consiglieri decaduti.

In particolare, il CGA ha ritenuto che, le dimissioni – seppure non contestuali – di sei dei dodici consiglieri imponesse “al presidente della Regione Siciliana di dichiarare decaduto il consiglio comunale e di nominare il commissario”.
Commissario eserciterà funzioni di sindaco
Per effetto della sentenza, il commissario straordinario continuerà ad esercitare, sino al termine del mandato elettorale del sindaco, le funzioni in sostituzione dei consiglieri che, dunque, non potranno approvare la mozione di sfiducia nei confronti del Sindaco Carmelo Giancarlo Scravaglieri.

La cronologia dei fatti
Nel mese di giugno del 2018 si sono tenute le votazioni per l’elezione del sindaco e del Consiglio comunale di Catenanuova e, all’esito della competizione elettorale, sono stati eletti dodici consiglieri comunali, tutti tratti dall’unica lista partecipante.
Per effetto di una serie di dimissioni non contestuali, i componenti del Consiglio Comunale in carica sono rimasti appena sei rispetto ai dodici originariamente assegnati, non essendo possibile la loro sostituzione/surroga (atteso l’esaurimento dell’unica lista).

Il decreto del presidente della Regione
Con decreto, il presidente della Regione Siciliana, su proposta dell’assessorato alle Autonomie Locali, preso atto dell’avvenuta decadenza del Consiglio comunale di Catenanuova, ha provveduto a nominare la dottoressa Salvina Cirnigliaro quale commissario straordinario, “in sostituzione dell’Organo decaduto, fino alla naturale scadenza dell’Organo ordinario”.

Ricorso dei consiglieri decaduti
Con ricorso, i sei consiglieri dichiarati decaduti hanno chiesto l’annullamento del decreto del presidente della Regione Siciliana che ha nominato il commissario straordinario.
Il Tar di Catania ha accolto il ricorso dei consiglieri decaduti e ha annullato i provvedimenti impugnati.

L’appello del Comune
Il Comune di Catenanuova, con il patrocinio dell’avvocato Girolamo Rubino, ha proposto appello avverso la suddetta sentenza, rilevando come il giudice di Primo Grado non avesse correttamente applicato le disposizioni che regolano la materia e avesse richiamato principi e precedenti giurisprudenziali non conferenti.

Con il ricorso in appello, il legale ha anche rilevato come i sei consiglieri comunali – reinsediatosi per effetto della sentenza del Tar Catania – avessero immediatamente presentato (il 16.04.21) una mozione di sfiducia nei confronti del Sindaco.

Pertanto, con l’appello è anche stata chiesta l’immediata sospensione della sentenza, al fine di evitare che il Consiglio Comunale (non validamente composto attesa la mancanza del quorum legale e strutturale) potesse adottare una mozione di sfiducia idonea a stravolgere l’attività amministrativa e la vita dell’ente locale.

Il presidente del CGA, dottoressa Rosanna De Nictolis, aderendo alle censure formulate dall’avvocato Girolamo Rubino, ha disposto, con decreto cautelare monocratico, l’immediata sospensione della sentenza del Tar Catania.
Successivamente anche la Presidenza della Regione Sicilia ha proposto appello avverso la suddetta sentenza del TAR Catania.

Inoltre, si è costituita in giudizio, con il patrocinio dell’Avv. Giuseppe Impiduglia, la dottoressa Salvina Cernigliaro – Commissario Straordinario nominato in sostituzione del Consiglio Comunale – chiedendo l’accoglimento degli appelli.

Di contro, i consiglieri comunali dichiarati decaduti si sono costituiti in giudizio, con il patrocinio degli avvicati Pietro Maria Mela, Elenio Mancuso.



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